Don Flavio Frignani: “Ci siamo abituati ad una vita che non è reale. Sfruttiamo il momento per costruire la contrada del futuro”

Oggi, per il giorno di Sant’Antonio Abate, si sono celebrate in tutte le 17 contrade le benedizioni delle stalle. Un appuntamento sentito, anche se simbolico, perché è il primo del nuovo anno che ci riporta a vivere quel brivido paliesco. Un’altra volta con le mascherine, con il distanziamento e tutte le regole anti Covid da rispettare. Una cerimonia alla quale hanno potuto assistere in prima persona solo gli addetti ai lavori: Capitano, correttore, e staff dirigenziale. Tutti gli altri contradaioli hanno sono dovuti restare fuori delle stalle, all’aperto e mantenendo la distanza di sicurezza.

“Fino a due anni fa – afferma Marco Antonio Lorenzini, il capitano della contrada che da più tempo aspetta il Palio – era una serata magica. Eravamo abituati a festeggiare la giornata di Sant’Antonio Abate con una cena dentro la stalla, che seguiva la benedizione, alla quale partecipavano staff palio, barbareschi e capitani vecchi e nuovi. Era una serata attesa a gloria. Essere un dirigente di contrada ai tempi del Covid è mortificante. Le nostre attività proseguono, continuiamo a fare gli incontri, andiamo a trovare i fantini, ma non c’è un obiettivo prefissato. Credo che ci siano i presupposti per correre quest’anno. Ormai abbiamo capito quali sono i punti di riferimento di questo virus ed è evidente che in estate la situazione è molto più controllabile“.

“E’ sempre stata una giornata – sostiene Paolo Bechi detto Brandano, barbaresco della Nobile Contrada dell’Aquila – molto emozionante per noi. Don Flavio riesce a trovare delle letture sorprendenti che centrano in pieno l’argomento. Personalmente lo vivo come uno degli appuntamenti più significativi dell’anno perché da qui poi inizia tutto il tram tram delle corse in provincia e si entra nel vivo della stagione paliesca”.

Un Sant’Antonio Abate sicuramente molto freddo quello di questa sera, ma ormai è così da due anni. Continua quell’alone di incertezza e speranza con cui ci siamo abituati a convivere. Quest’anno però potrebbe essere diverso. Lo stesso Sindaco De Mossi, nella conferenza stampa di venerdì mattina, lo ha sottolineato: “Questa città ha bisogno di fare il Palio”. E allora questa volta davvero, potrebbe essere un Sant’Antonio Abate dal sapore diverso.

“Nella mia parrocchia – afferma Don Flavio Frignani, correttore della Nobile Contrada dell’Aquila – dico la messa con la presenza degli animali. Porto in chiesa conigli, pulcini e galline, e appena inizio a parlare si tranquillizzano e mi ascoltano, sembra che avvertano il senso della giornata. L’aspetto più difficile che viviamo oggi è far tornare nelle persone la speranza. Ci siamo abituati ad una vita a distanza, ma non è la vita reale. Prima o poi finirà questo periodo e dobbiamo sfruttarlo per migliorare le nostra vite. Torneremo a una normalità che sarà diversa da quella pre Covid del 2019. Questo periodo ci deve servire per costruire la contrada del futuro. Dobbiamo tornare a vivere il rione, a una nostra normalità ma in maniera migliore rispetto a come eravamo abituati”.

Sono Lorenzo Vullo, un ragazzo di 23 anni, nato a Siena e laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali. Mi piace lo sport, la cultura, la politica e ho molto interesse per le nuove forme di comunicazione. Nel mio breve percorso lavorativo ho uno stage presso la redazione giornalistica di Radio SienaTV.

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