Tiriamo le somme su quest’anno di Palio

Di questo ventiventritre’ il Palio si porterà dietro alcune conferme e molti dubbi, come è normale che sia.
Violenta da Clodia, che tutti a ragione credevamo imbattibile, potrebbe aver trovato il suo avversario, Anda e Bola.
Il loro “rapporto di scuderia” racconta molto in fatto di quel fortunato professionismo che ha raggiunto il Palio di Siena. Poi Zio Frac, cavallo sicuro, affidabile, a suo agio sul tufo.
Al di là di questi tre nomi, visti i divari di distanze lasciati dietro di sé dalla baia di Theo Westerman e dal cavallo col vero nome da Palio, Vai e Vola, diventa davvero difficle nominare altri, al di fuori dello Zio che su 4 Palii corsi, vanta due vittorie e un piazzato.
Questi anni dalla ripresa hanno visto la presenza di molti soggetti la cui esperienza pre pandemia li ha riportati sul tufo ma che hanno segnato tempo e passo, ormai.
Nel 2024 la nuova classe di cavalli, post Covid, dovrebbe essere al punto giusto, le indicazioni ci sono state, vedremo quali saranno poi le scelte del futuro, senza dubbio meritera’una chance Zenis.Arestetulesu dovrà tornare e tra i nuovi Benito e una serie di nomi pescati da scuderia Guglielmi, Carboni e Milani.
In fatto di fantini un ingresso già segnato al primo San Martino in Agosto non toglie nulla al divino Atzeni. Lucido, determinato, capace, talentuoso. La folla acclamava uno sguardo sfortunato su di lui, ed è arrivato solo per farcelo ritrovare ancora più tedesco-sardo-tedesco il prossimo luglio e fargli pensare di inaugurare una nuova serie, perché diciamocelo senza nemmeno parlare troppo piano, avrebbe vinto nuovamente lui, facendo il vuoto.


Scompiglio ha vissuto due annate segnate da tutto il possibile e l’impossibile addosso, se è vero che il Palio dà indietro ciò che toglie, lui è uno dei volti del 2024 perché saprà essere nuovamente lì, pronto e preciso come è nel suo score.
Gingillo ha portata a casa due non risultati diversi, a luglio solo  con la classe e tutte le capacità che da sempre gli si riconoscono, ad agosto in linea con un legame con una contrada che va al di là della qualità del cavallo avuto in sorte, beh sommando Provenzano ed Assunta il risultato ci spiega facilmente il suo posto nel Palio.

Brigante ha ritrovato la vittoria, chissà quale sarebbe stata la sua corsa. Intanto ci auguriamo di vederlo presto a cavallo, pronti a lodi o condanne.
Poi sotto con chi ha dimostrato di poterci stare, sulla linea della continuità Tamure’ e Tempesta. Per Carburo il discorso diverso, a lui Il Palio ha destinato una strada che forse non era la sua, si è meritato di avere qualcosa indietro, dovrà arrivare.
Bellocchio, non più Bruschellino, ha fatto vedere numeri, dovrà tenere alta l’asticella così come ha fatto in questo tempo di oblio ed un posto sarà suo.
Grandine è un altro nome che orbitera’anche il prossimo anno, così come Turbine, lo sliding doors che lo ha relegato dalla parte dei perdenti dovrà aprirsi nuovamente.
Mula, che sapeva che quest’anno sarebbe stata ancora più dura, non deve sparire.

Così come molti dei suoi pari età. Le voci riguardanti Puligheddu e Nieddu, giovani e già validi per carità, hanno rischiato di offuscare una leva di ragazzi talentuosi ancora e da troppo nell’ombra. Su di loro le dirigenze dovrebbero tenere gli occhi più che spalancati.
Arriverà poi il tempo della giustizia paliesca e di nuove dirigenze, di certo è che l’ultima domenica di maggio già esposte alle trifore di Palazzo ci saranno le bandiere di Valdimontone, Pantera, Bruco, Lupa, Civetta, Leocorno e Oca.

Nata sotto il segno dei pesci. Narratrice di storie di polvere e provincia e uomini di cavalli. "L'aria del paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo" ( proverbio arabo)

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