Alex Zanardi
Uno degli striscioni alle Scotte di Siena per Alex Zanardi

Da tre settimane l’ex pilota si trova ricoverato nella terapia intensiva delle Scotte di Siena: tre le operazioni subite. Tanti messaggi di solidarietà. L’indagine della Procura

Sono passate più di tre settimane da quel 19 giugno quando Alex Zanardi è stato ricoverato d’urgenza alle Scotte di Siena, dopo l’incidente sulla strada fra Pienza e San Quirico con la sua handbike, durante la manifestazione “Obiettivo tricolore”. Le sue condizioni, con un quadro neurologico definito sempre “grave”, sono stabili e continua il suo ricovero in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del policlinico universitario di Santa Maria alle Scotte.

L’ex pilota di Formula 1, che, da quando è in ospedale, è stato sottoposto a tre interventi da parte dello staff di specialisti che lo stanno seguendo, è sempre in coma farmacologico. L’ipotizzato risveglio graduale, con la riduzione della sedazione, sarà valutato a partire dalla prossima settimana. Già martedì o mercoledì i medici potrebbero decidere di ridurre il coma farmacologico per verificare il quadro neurologico dopo il violento impatto del campione paralimpico. Nel frattempo davanti all’ingresso del policlinico senese sono apparsi una bandiera tricolore con la scritta “Forza Alex siamo tutti con te” e un paio di striscioni dove si legge “Angelo non mollare, sei il nostro guerriero” e “Angiolè te vulimm bene”.

Messaggi che hanno seguito quelli postati dal figlio di Zanardi, Niccolò, nel corso della degenza del padre a Siena.

Sul fronte dell’indagine, intanto, non si registrano novità. Una settimana fa la procura di Siena ha affidato all’ingegnere Dario Vangi, professore dell’Università di Firenze, la consulenza tecnica per compiere la perizia sulle cause e sulla dinamica dell’incidente che ha coinvolto il campione paralimpico. L’incarico è stato conferito dal procuratore capo Salvatore Vitello e dal pm Serena Menicucci. A Vangi, docente di progettazione meccanica e costruzione di macchine al Dipartimento di ingegneria industriale, tra i maggiori specialisti in infortunistica stradale, toccherà accertare “la dinamica” con cui si è verificato l’impatto tra l’handbike di Zanardi e l’autocarro guidato da Marco Ciacci, 44 anni, trasportatore residente a Castelnuovo Berardenga, al momento l’unico indagato “per atto dovuto”, come hanno ribadito più volte i magistrati.

Anche Ciacci ha nominato un proprio consulente, il professore Mattia Strangi, docente di progettazione dei sistemi di trasporto all’Università di Bologna. A Vangi spetterà poi accertare, oltre alla dinamica, anche “le cause” dell’incidente, compresi eventuali difetti di costruzione o guasti sopravvenuti all’handbike guidata da Zanardi e sequestrata dai carabinieri insieme al camion di Ciacci. Inoltre, dovrà essere fatta anche una valutazione del manto stradale della provinciale 146 tra Pienza e San Quirico d’Orcia.

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