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Crisi Whirpool e cessione a Arcelik: il sindaco spera in un rilancio, gli osservatori economici parlano di trasferimenti

Per Whirpool, dopo i lunghi anni di crisi adesso, è arrivato il via libera dell’Antitrust britannico per la cessione al gruppo Arcelik.

“È con grande soddisfazione che accolgo la notizia del via libera da parte dell’Antitrust britannico all’accordo tra Arcelik e Whirlpool, un passo significativo verso il rilancio del sito produttivo senese e per la tutela dei lavoratori”.

Così il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha commentato l’approvazione della transazione tra le due realtà industriali che inizieranno a operare congiuntamente nel mercato dell’industria degli elettrodomestici con il nome di Beko Europe.

“Nei mesi scorsi – ha aggiunto – abbiamo ascoltato con attenzione le preoccupazioni espresse dai lavoratori e dai sindacati, consapevoli dell’importanza cruciale che il mantenimento del sito di produzione di Siena riveste per la nostra comunità.

Continueremo a lavorare, anche attraverso il confronto con le autorità competenti del Governo, affinché gli investimenti necessari vengano assicurati e venga definito un solido piano industriale che sostenga non solo la produzione, ma anche la creazione di nuove opportunità lavorative nel nostro territorio”.

La nuova proprietà

La nuova società sarà divisa per il 75 per cento in mano al gruppo turco e per il restante 25 per cento al colosso americano, che cederà l’intero ramo europeo della produzione dei grandi elettrodomestici.

Le sedi interessate sono: Siena (produzione di frigoriferi e congelatori a pozzetto), Comunanza (in provincia di Ascoli Piceno, assemblaggio lavatrici e lavasciuga), Melano (in provincia di Ancona, specializzata in piani cottura), Cassinetta (nel Varesotto, produce fabbricati frigoriferi, forni a microonde da incasso), il magazzino logistico e centro di ricondizionamento dei prodotti danneggiati di Carinaro (Caserta), oltre agli uffici di Fabriano (Ancona).

In Italia sono coinvolti 4.600 dipendenti su una forza lavoro di 14mila persone, che si chiedono adesso cosa succederà. Perchè secondo gli osservatori economici la situazione non è affatto rosea.

Il rischio di tagli, infatti, non sarebbe da escludere dato che Arçelik ha già altre fabbriche nell’Unione Europea che sviluppano elettrodomestici simili a quelli fabbricati in Italia.

“Il ministro Adolfo Urso ha detto lo scorso 1 maggio – ha commentato Barbara Tibaldi, responsabile del settore elettrodomestico della Fiom-Cgil – che aveva agito con il golden power, impegnando Arçelik per un periodo determinato di tempo a non fare licenziamenti”.

Ma questo non significa che la nuova proprietà non decida di risparmiare inglobando alcuni siti, con il rischio di richieste di trasferimento.

Un’ipotesi che gli esperti ritengono plausibile. E che costringerà a vigilare attentamente sul futuro della sede senese.

Susanna Guarino
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

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