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Vitiello esulta contro l'Aquila Montevarchi

Domenico Vitiello, attaccante del Poggibonsi, ieri sera ospite a DaBordocampo, ha analizzato la stagione dei giallorossii: “Mister Calderini è uno che si fa sentire. Non ci conoscevamo, il mister mi ha detto con sincerità che era stato Galbiati a propormi. Ci siamo ritrovati come due sconosciuti a lottare per la stessa causa”

E’ andata in onda ieri sera la 131^ puntata di #dabordocampo, ospite speciale Domenico Vitiello, giocatore del Poggibonsi. L’attaccante è tornato a vestire la maglia dei leoni nel mercato invernale dopo la precedente esperienza nella stagione 14/15. Vitiello, andato in gol domenica contro l’Aquila Montevarchi, ha analizzato la partita:
“L’approccio alla gara è stato duro per entrambe le squadre, noi abbiamo rischiato subito di passare in vantaggio. Mi sono piaciuti molto anche loro, è stato un bel derby in famiglia tra Beoni padre, allenatore del Montevarchi, ed il è il figlio che è il nostro secondo. E’ stata una bella partita, nel mio gol non so se c’è stata una deviazione, credo di si, l’importante era vincere contro una diretta concorrente alla salvezza.”

Una partita sentita in campo ma soprattutto sugli spalti, in quanto il gemellaggio della tifoseria giallorossa con quella della Sangiovannese, rivale storica del Montevarchi, ha portato numerosi tifosi allo stadio.

“Il gruppo storico dei tifosi dei nostri tifosi sono venuti a parlarci dicendoci che era una partita alla quale tenevano molto, proprio per il gemellaggio che hanno con gli ultras della Sangiovannese. Entrare in campo con due belle tifoserie in gradinata che si sentivanomolto ha reso ancor di più intenso il match.”

Adesso il Poggibonsi è 9° in classifica con 34 punti, a -8 dal playoff e +8 dal playout

“Siamo in una terra di mezzo e adesso spetta a noi. Avremo subito lo scontro col San Donato e dal prossimo lunedì vedremo la classifica. In alto ci sono sempre risultati ambigui e qualcuno si ferma sempre. Noi guardiamo più in alto possibile e se non riusciremo ad arrivare, alla fine, avremo comunque fatto un bel girone di ritorno.

Il mio ritorno? Dieci anni fa il Poggibonsi era in una situazione diversa rispetto adesso, eravamo primi con il Siena. Dal primo giorno che sono arrivato la società è stata subito chiara dicendomi che dovevamo rimboccarci le maniche, cambiare marcia per salvarci e poi vedere per il resto. Sono arrivato dopo la sconfitta di Cenaia ed ho trovato un ambiente molto scosso, adesso siamo ripartiti bene. Mi ha chiamato il DS Galbiati e questo mi ha rassicurato per venire. Il gruppo era solido e come dico sempre, se la squadra è ben amalgamata i risultati alla fine arrivano sempre. I punti fatti prima di Natale hanno dato la serenità al gruppo e allo staff per lavorare bene.”

“Mister Calderini è uno che si fa sentire. Non ci conoscevamo, il mister mi ha detto con sincerità che era stato Galbiati a propormi. Ci siamo ritrovati come due sconosciuti a lottare per la stessa causa ed è giusto che lui abbia questo carattere forte perché serve un leader che tenga in mano le redini per andare tutti nella stessa direzione.”

Nel prossimo turno il Poggibonsi sarà ospite del San Donato Tavarnelle

“Hanno cambiato allenatore è per questo sarà ancora più dura. E’ un derby e come ogni derby è una partita unica, non si sa come può finire. Oltre alla nostra gara sarà da tenere d’occhio anche Pianese-Ponsacco. Domenica ci saranno tanti scontri diretti sia sopra che sotto quindi, come ti ho detto, lunedì vedremo dove saremo. Il mio obiettivo personale? Vorrei arrivare in doppia cifra, mancano dieci giornate quindi vediamo cosa riuscirò a fare. Come ho detto ai miei compagni, adoro fare gol ma adoro anche farlo fare, basta che sia partecipe nelle azioni finali. Mi sento molto realizzato anche se mando in gol un compagno.”

L’intervista completa a Domenica Vitiello

dal minto 17.00
Francesco Benincasa
Nato a Siena il 5 Marzo 1993. Grazie alla web radio del mio paese ho intrapreso la strada di speaker, conduttore e telecronista da oltre 10 anni. Una delle mie più grandi passioni è riuscire a raccontare lo sport del territorio che mi circonda.

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