Domani interrogatorio del calciatore , mercoledì la copia forense dei cellullari

Una situazione ancora tutta da chiarire in ogni dettaglio e che, al momento, ha portato agli arresti domiciliari tre persone (tra cui un calciatore di serie A) e alla denuncia a piede libero nei confronti di un di un 17enne, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza, a Siena. L’inchiesta, condotta dal pm Nicola Marini, è partita proprio dalla denuncia di una 21enne. Due degli arrestati sono sono stati ascoltati giovedì dal gip Jacopo Rocchi, domani spetterà al calciatore. Mercoledì è in programma un passaggio cruciale: la copia forense dei telefonini, acquisti nell’indagine.

Nel frattempo però gli inquirenti vanno avanti con l’acquisizione delle testimonianze di coloro che avrebbero partecipato alla festa privata in un’abitazione di Siena che sarebbe stata antecedente all’episodio di violenza. Il fatto risalirebbe alla notte fra il 30 e 31 maggio scorsi.

Divergerebbero completamente le ricostruzioni fatte dagi indagati, dalla vittima dello stupro e dall’amica che l’aveva accompagnata a una festa in un’abitazione privata: “Eravamo io e il calciatore, poi ho sentito aprire la porta e avvertito delle presenze nella stanza. Ho acceso la luce e me li sono trovati davanti, erano nudi. Ho cercato di scacciarli ma loro mi hanno bloccato e hanno spento la luce. Vedevo dei flash, scattavano foto e facevano video“, racconterebbe la ragazza a proposito di quella notte, come appare nei verbali dell’interrogatorio di cui l’edizione fiorentina di Repubblica è entrata in possesso. Una versione dei fatti rintuzzata dagli accusati, in particolare da uno di loro che non si è avvalso della facoltà di non rispondere e che ha riferito che la presunta vittima fosse consenziente.

Una situazione estremamente delicata e nebuolosa, considerando che agli atti dell’inchiesta – al vaglio del gip Jacopo Rocchi – figurano elementi che vanno in direzione assolutamente opposta: dal messaggio di uno degli indagati, definito “beffardo” dal gip, al vocale inviato dalla ragazza a un parente e nel quale riferisce di aver partecipato a un’orgia. A questo si unisce poi la deposizione dell’amica della vittima che, dopo averla lasciata sola per qualche minuto per appartarsi col suo fidanzato, racconta di aver trovato diversa l’amica una volta rientrata nella stanza: “Ho capito che era successo qualcosa e ho aspettato che fossimo sole per parlarle”. Nel giorno successivo alla festa, la giovane si reca in Pronto Soccorso e scatta il ricovero in “codice rosa”, venendole riscontrate ecchimosi al coccige e alla schiena per una prognosi di 10 giorni.

Dal letto dell’ospedale avrebbe inviato una foto alle sue amiche più care (spiegandole che non avrebbe potuto seguire la lezione con loro) che alla fine l’avrebbero convinta a recarsi in Questura per sporgere denuncia. Sulla base dei riscontri fatti in un primo momento, il gip ha ritenuto che gli indagati possano reiterare il reato e ha disposto dunque l’arresto ai domiciliari lo scorso 8 giugno scorso, vietando anche alcuna forma di comunicazione tra di loro per impedire che possano concordare una versione sui fatti. 

Domani sarà proprio Manolo Portanova il primo ad essere ascoltato dal gip Rocchi, la cui posizione (insieme a quella degli altri soggetti coinvolti) rischia di aggravarsi qualora si trovassero dei riscontri sui filmati effettuati durante il rapporto di gruppo, contro la volontà della ragazza, e dunque arrivando a ipotizzare la premeditazione. Mercoledì la copia forense dei contenuti dei telefonini.

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