I dati sulla diffusione del Covid tornano a far preoccupare e con questi si accentuano le polemiche sul ritorno della didattica a distanza. Ecco cosa ne pensa Paolo Benini

Arriverà non più tardi di lunedì 19 ottobre, se non già domani, il nuovo Dpcm che di fatto andrà a superare quello varato non più di quattro giorni fa, prima che la situazione dei contagi di Coronavirus toccasse la quota oltre 10mila. All’alba di oggi, 17 ottobre, si è concluso il vertice a palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione che si ritroveranno in serata per il Consiglio dei ministri sulla legge di Bilancio. In mattinata il governo si è riunito con i presidenti delle Regioni e l’Anci prendendosi altre ore di riflessione prima di decidere su nuove misure restrittive.

La stretta sulla “movida” è oggetto di altre polemiche, come raccontato a Gazzetta di Siena il direttore di Confcommercio Daniele Pracchia. Secondo le indiscrezioni l’obiettivo resta quello di evitare un lockdown nazionale, come quello dello scorso marzo. La nuova stretta è sostanzialmente “inevitabile”, a cominciare dal coprifuoco che potrebbe scattare dalle 22 per tutti i locali, con l’ipotesi di una serrata drastica della movida nei weekend con un lockdown totale. Nelle regioni che hanno un indice di contagio particolarmente alto sarebbe in gioco anche la possibilità di limitare gli orari, se non imporre una chiusura temporanea, di palestre, parrucchieri, centri estetici, cinema e teatri. Giro di vite anche sullo smart working che diventa obbligatorio sia per il settore pubblico che quello privato, ma restano da definire le quote di dipendenti che dovranno lavorare da casa.

Serrata delle scuole calcio. Dopo il calcetto e gli sport di contatto amatoriali (cioè quelle senza tesserati o affiliati a federazioni), anche lo sport di base rischia ora di sospendere gli allenamenti. Mentre le palestre potrebbero ancora restare aperte, le scuole calcio e le associazioni dilettanti dovrebbero fermare le attività, considerando che le attività extrascolastiche rappresentano un ulteriore elemento di rischio per la diffusione dei contagi.

Il nodo delle scuole. E la scuola? La linea di molte regioni è quella di ripristinare la didattica a distanza. Proprio su questo argomento è tornato a parlare l’assessore allo sport del Comune di Siena Paolo Benini. L’assessore ai servizi all’infanzia, istruzione, università, formazione e sport, Paolo Benini in occasione della conferenza stampa relativa alla sua unione con Fdi, ha dichiarato che la didattica a distanza uno “strumento fondamentale”.

Nessuno dice che la dad deve sostituire la didattica normale -precisa Paolo Benini- la didattica a distanza però è uno strumento importante che garantirebbe una serie di effetti a cascata sul problema degli assembramenti“. Problemi che però si evidenziano fuori dalle scuole come per esempio quelli relativi ai traporti. Ma come fare se non si dispongono di mezzi sufficienti per garantire il corretto distanziamento?

Il dibattito sulla didattica a distanza ha raggiunto toni aspri non appena si è diffusa la notizia della chiusura delle scuole in Campania. Un’azione che ha innescato, a catena, una serie di richieste anche da parte di altri enti locali, per l’attuazione della stesa misura.

“La ritengo la più applicabile rispetto ad altre -sostiene Benini- è la via più semplice. Anche perché tutti gli strumenti che servono a garantire il distanziamento sociale non servono per raggiungere l’immunità assoluta ma per diminuire la curva dei contagi che altro non è che un sistema per rendere sostenibile eventuali incrementi di ricoveri presso gli ospedali“.

Per ora si attende di capire quale sarà il prossimo andamento della curva epidemiologica. Quando arriverà il momento, però, dovremo trovarci pronti ad affrontare un’eventuale ritorno della didattica a distanza.

L’intervista a Paolo Benini

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