Dal Chianti Senese a Montepulciano, passando per Montalcino, la Val d’Orcia e San Gimignano. Solo per citarne alcune. Le terre del vino della provincia di Siena si preparano a uno dei periodi più importanti (e affascinanti) dell’anno: la vendemmia

Un’altra annata buona, possiamo anche azzardare a dire ottima, anche se dipenderà dall’andamento climatico dei prossimi 40 giorni, con una produzione inferiore del 10% rispetto allo scorso anno”. Parla così Confagricoltura Toscana, con il presidente della Federazione Vitivinicola Francesco Colpizzi che aggiunge: “la vendemmia è già iniziata per alcune varietà precoci e i primi segnali sono positivi. La temperatura e le piogge sono state regolari e hanno favorito la buona maturazione delle uve. Non abbiamo, inoltre, riscontrato stress fisiologici”.

La Toscana e Siena si avvicinano, dunque, a uno dei periodi più e importanti e affascinanti del mondo del vino relativamente fiduciose. Un momento che, negli anni scorsi, ha attirato anche molti turisti italiani e stranieri, desiderosi di vedere da vicino quali sono le prime fasi che portano le uve dalla vigna alla cantina.

La provincia di Siena vanta alcuni tra i territori vitivinicoli più importanti a livello nazionale e internazionale, capaci di dar vita a vini apprezzati in tutto il mondo. È il caso di Montalcino, con il suo Brunello che viene da un inverno da record, grazie alla strepitosa annata 2015. Dal Consorzio Vino Brunello di Montalcino arrivano notizie incoraggianti anche per la raccolta 2020: quantità nella media, ma qualità delle uve eccellente, grazie a un clima – finora – favorevole.

Dello stesso avviso il Chianti Classico, diviso tra la città del Palio e Firenze, il cui presidente Giovanni Busi già qualche settimana fa commentava positivamente: “L’uva c’è, anche se non in abbondanza è sana, è bella. Speriamo di poter concludere positivamente un’annata che è stata ottima da un punto di vista climatico: le piante non sono andate in stress, e con le piogge di giugno abbiamo avuto un bel rifornimento delle falde freatiche”.

Ma c’è anche un altro lato della medaglia. Fedagripesca Confcooperative Toscana denuncia la mancanza di circa 5mila lavoratori stagionali, provenienti dall’estero, soprattutto dai Paesi dell’Est Europa, che oggi devono fare i conti con le nuove normative e restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19. Per Fedagripesca, la soluzione potrebbe essere tornare ai voucher che, se ben utilizzati, possono essere vantaggiosi.

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