La risposta del segretario Andrea Valenti al sindaco di Chiusi Bettollini: è polemica nel Pd

“Il problema di Bettollini è uno solo, che in quella lista non c’è lui. E, nella sua logica, se non c’è lui non c’è nessuno”. Così il segretario del Pd Andrea Valenti al sindaco di Chiusi Juri Bettollini, che oggi ha annunciato di voler lasciare il Partito Democratico.

“Ma la domanda da farsi allora è un’altra. Perche non c’è lui in quella lista? – prosegue Valenti – La risposta è semplice: perché il suo territorio non ce l’ha voluto. Nessuno. Né la sua unione comunale né le altre unioni comunali della val di chiana. Sono stati fatti non uno, ma tre passaggi sulla sua candidatura. Ad ogni passaggio la situazione è peggiorata, fino ad arrivare all’ultimo, dove mi hanno fatto sapere che in caso di sua candidatura c’erano segretari e iscritti pronti a restituire la tessera. Lui definisce sfiducia un voto unanime in direzione, non saprei come definire questi passaggi, sicuramente non ‘attestazione di stima’. Dato che è un tipo sportivo, mi ha minacciato solo tre volte al telefono, mandato i suoi soliti messaggi intimidatori che in tutta mi fanno sbadigliare, mi ha detto per due volte che si sarebbe dimesso senza che nessuno glielo abbia chiesto. Poi naturalmente non l’ha fatto”.

“Probabilmente a Juri dispiace il bel clima che si respira in Val di Chiana per la candidatura di Elena Rosignoli e di Simone Bezzini. Se lui fosse stato con me alla festa del suo partito nel suo comune sabato scorso lo avrebbe respirato. Ma per alcuni vale il concetto che o giochi o dai noia. Sarebbe bene che un sindaco, pur con tutte le velleità del caso, pensasse a lavorare bene per il suo comune invece di avvelenare il clima della campagna elettorale del Partito per il quale è eletto, e si impegnasse al massimo per la campagna elettorale”.

Se io sono sfiduciato – spiega ancora Valenti – non lo decide di certo lui, con i consueti modi arroganti che – ma sembra non averlo capito – sono venuti a noia a tutti da un pezzo. E se così fosse tornerò serenamente a fare quello che faccio, ringraziando per le opportunità che il mio partito mi ha dato. “Ma finché sono segretario le cose si fanno ascoltando i territori. Non chi urla più forte.

“Ricordo a Juri – commenta ancora Valenti -, in conclusione, che se qualcuno ha subito uno sgarbo, e non da me, è chi aveva alle spalle un pezzo di territorio e si è visto escluso, non di certo lui. E che questo sgarbo non viene da me, ma da una frammentazione in una corrente che, in passato, con tanto ardore ha sostenuto. Mi aspetto i soliti commenti sprezzanti qui sotto. Faccia pure. Io a differenza di lui non banno nessuno. Ora basta polemiche. Facciamo una bella campagna elettorale”.

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