Influenza B

Giani risponde sul vaccino in Toscana con una serie di Faq

“In molti mi state chiedendo maggiori informazioni sul vaccino. Qui sotto la risposta alle domande più frequenti”. E’ la Faq di Eugenio Giani sul vaccino in Toscana e sulla campagna di vaccinazione.

Come agisce il vaccino? Il vaccino BioNTech/Pfizer contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina necessaria a stimolare il sistema immunitario. L’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione. Non contiene il virus e non può provocare la malattia.

Come viene somministrato? In due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

In Toscana come verrà distribuito? La Regione è pronta per la distribuzione in 12 ospedali individuati e nelle RSA. Da Giovedì 31 Dicembre inizia la campagna di vaccinazione ai soggetti più a rischio della nostra comunità: gli anziani e il personale sanitario. Con le attuali consegne previste dal Governo, saranno almeno 135mila le persone vaccinate entro il 26 gennaio.

Quali reazioni avverse ci sono state? Nella maggior parte dei casi non ci sono state reazioni avverse. Quelle osservate più frequentemente sono state in genere di entità lieve risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre.

Ci sarà il vaccino per tutti e quanto costerà? Il Governo italiano, tramite le procedure europee, ha prenotato l’acquisto di oltre duecento milioni di dosi di vaccini anti COVID-19 da sei diversi produttori. La vaccinazione è gratuita per tutti.

Il vaccino protegge solo la persona vaccinata o anche i familiari? Protegge la singola persona, ma se siamo in tanti a vaccinarci, potremmo ridurre la circolazione del virus e quindi proteggere anche tutte le persone che non si possono vaccinare: la vaccinazione si fa non solo per proteggere sé stessi ma la comunità in cui viviamo.

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