Prof. Francesco Frati Rettore dell'Università di Siena

Per Siena altrimenti emorragia economica inarrestabile: Lo dice Gloria Vizzini, parlamentare del gruppo Misto

“In vista della riapertura di settembre si parla molto, e a ragion veduta, del Piano Scuola con annesse linee guida da emanare. Quello che ancora non è chiaro invece è se ci sarà la riapertura delle lezioni universitarie”. E’ quanto afferma l’On. Gloria Vizzini (Misto), membro della Commissione Affari Sociali della Camera, tornando dunque sul tema della riapertura delle lezioni “in presenza” delle università. Siena ha già annunciato che a settembre si ripartirà in questo modo.

“La formazione universitaria è fondamentale per stimolare gli interessi ed esaltare le doti di ragazzi che oggi sono studenti ma che tra uno, due o tre anni saranno nel mondo del lavoro. Il loro diritto a partecipare alle lezioni è lo stesso che deve essere salvaguardato nella scuola dell’obbligo. In aggiunta alla privazione del rapporto tra studenti e docenti la non riapertura degli atenei rischia di generare anche una emorragia inarrestabile a livello economico per Firenze, Pisa e Siena. I tre capoluoghi toscani, infatti, sono sede di sei Università che contano oltre 40.000 studenti complessivi. Per le tre realtà universitarie la chiusura delle lezioni significa anche un colpo durissimo all’intera economia cittadina. Per questo, considerando anche la facilità nel mettere in pratica il distanziamento sociale tra gli studenti, spero che il Ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, spinga gli atenei italiani e toscani a riprendere le attività in presenza. Questa è una necessità realmente di vitale importanza per un intero tessuto economico e lavorativo” ha concluso Vizzini.

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