Il Rettore dell’Unistrasi dopo la contestazione di ieri: “Alla stupidità della violenza bisognerebbe saper opporre la resistenza dell’intelligenza”

L’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per Stranieri di Siena è stata caratterizzata dalla contestazione del Comitato per la Palestina. il rettore dell’Unistrasi Tomaso Montanari sui suoi canali social è tornato a commentare la vicenda:

“L’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per Stranieri di Siena è stata quest’anno interamente dedicata alla decolonizzazione, e alla necessità di costruire una memoria dei crimini coloniali dell’Italia – si legge in un lungo post -. Nel mio discorso da rettore, pronunciato di fronte alla ministra dell’Università e alle autorità, ho detto che ‘tutta la nostra comunità accademica chiede un immediato cessate il fuoco a Gaza‘. E poi ho rivendicato ‘il senso di autonomia per cui manteniamo aperti i canali con le università russe e la certificazione della lingua russa, e contemporaneamente abbiamo dato una laurea honoris causa a Liudmìla Petrucèskaia, una intellettuale che, esortando i soldati russi alla diserzione, ha restituito a Putin il massimo premio culturale russo. È il senso di autonomia per cui abbiamo dedicato una sala di lettura a Michela Murgia, simbolo di una funzione intellettuale non subordinata al potere. È il senso di autonomia per cui non abbiamo aderito al boicottaggio delle università israeliane: perché le università sono sempre luoghi di dissenso da tutelare e promuovere, anche (anzi, soprattutto) in una situazione terribilmente compromessa come quella, con una strage che rischia di avvicinarsi ogni giorno di più a un genocidio'”.

“In seguito – prosegue Montanari -, un gruppo di manifestanti (nessuno dei quali studente della nostra università) ha ripetutamente interrotto l’intervento della ministra. Alla protesta è stata data una libertà e un diritto di espressione che raramente ho visto in cerimonie accademiche: lo rivendico con forza, perché questo accade in una università davvero democratica. Alla fine dell’intervento della ministra, il gruppo dei contestatori ha lasciato l’Aula Magna, senza nessuna curiosità di ascoltare le due lezioni inaugurali, di Paolo Borruso (sul massacro italiano di Debre Libanos, in Etiopia) e di Igiaba Scego (sulla decolonizzazione del patrimonio culturale italiana), e i brani del Buthan Clan, resident band di Resistenze in Cirenaica”.

“Quando mi è stato detto che gli agenti avrebbero identificato i contestatori (rimasti nell’atrio), ho abbandonato la cerimonia per chiedere loro di non farlo. E a domanda esplicita della Digos, ho risposto che l’Università non aveva alcuna intenzione di sporgere denuncia, nonostante che io fossi stato definito ‘suprematista bianco, razzista, colonialista’. Un video diffuso sui social mi ritrae mentre torno in Aula Magna (dopo averli invitati ad un confronto pubblico, e dopo aver constatato che in quel momento erano interessati a urlare, e non a ragionare), dove la cerimonia intanto continuava. Capisco profondamente la sofferenza del popolo palestinese, e non giudico in alcun modo chi, da questa profondamente scosso, arriva a sbagliare clamorosamente obiettivo, e non è disposto a discutere il senso profondo delle argomentazioni contro ogni boicottaggio universitario che avevo esposto in questo articolo dello scorso novembre”.

“Credo solo che sia una strada sbagliata, miope, a suo modo inutilmente violenta – conclude Montanari -. Il professore curdo che ha aperto la cerimonia leggendo in turco una poesia di Nazim Hikmet sul colonialismo fascista italiano mi ha fatto notare che se avessimo boicottato le università turche per solidarietà al popolo curdo (e Dio sa se ce ne sarebbero le ragioni), lui non avrebbe mai potuto essere qua. Alla stupidità della violenza bisognerebbe saper opporre la resistenza dell’intelligenza“.

Il video della contestazione

Vincenzo Battaglia
Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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