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L’emergenza ungulati continua a devastare l’agricoltura in Toscana

Sono di pochi giorni fa le dichiarazioni di Valentino Berni, presidente di Cia Agricoltori Italiani di Siena, sull’emergenza ungulati, relative alla chiusura del centro carni e conseguente stop agli abbattimenti.

Ma dopo le esternazioni di Cia alcune nuove dichiarazioni a mezzo stampa del presidente Atc Siena Nord hanno portato Berni a ribadire come sia paradossalmente nuova disciplina in uso anche fra gli Atc senesi “l’arrampicata sugli specchi. Peccato però che nei giorni scorsi, dopo la chiusura dello stabilimento carni, i selecontrollori siano stati invitati a non portare i capi abbattuti nei centri, quindi a non abbattere senza indicazioni su come trattarli oltre ai centri; mentre le guardie venatorie e i responsabili delle zone siano stati invitati a ‘rinviare gli interventi di contenimento in art.37 alla ripresa dell’attività delle celle’. Fra l’altro, come riporta il Bollettino della Regione Toscana (BURT 4 marzo 2021), è prevista anche la possibilità di portare altrove i capi abbattuti ‘possono essere destinati anche ad altri soggetti’, ma questa soluzione, a quanto pare, non è stata valutata da parte degli Atc. Peccato anche che, sempre da parte degli Atc, sia stato necessario un secondo chiarimento, dopo le nostre dichiarazioni dei giorni scorsi, evidentemente le prime informazioni pubblicate non erano così chiare come si cerca di far credere”.

“La realtà – secondo Berni – è che gli Atc sono allo sbando, i cinghiali e caprioli in provincia di Siena sono cresciuti a dismisura e i danni agli agricoltori, alle semine dei cereali, a vigneti e oliveti hanno raggiunti livelli mai visti in passato. La situazione come ripetiamo da tempo, è fuori controllo da parte di chi sarebbe chiamato a ridurre il numero degli ungulati. Questa è purtroppo la cruda realtà a scapito solo degli agricoltori senesi, ai quali poco importa dei teatrini e degli incarichi all’interno degli Atc”. 

Ma se sbagliare è umano, sottolinea la Cia Siena, perseverare è assolutamente diabolico. Da tempo l’associazione di categoria ripete che le risorse degli Atc sono assolutamente insufficienti per gestire questo tipo emergenza, e non danno risposte né all’attività venatoria né tanto meno a quella agricola. Sfugge quale sia il ruolo degli Atc in provincia di Siena: se sono tavoli tecnici, politici o amministrativi o forse tutti e tre.

“Credo che ci sia bisogno di una gestione diversa, non per incapacità degli Atc, ma perché è urgente trovare soluzioni di gestione concrete, condivise e con risorse vere – aggiunge Berni -. Gli agricoltori non hanno mai chiesto e non vogliono elemosine, pochi spiccioli che sanno tanto di contentino con tempi di ristoro fra l’altro incerti; gli agricoltori non vogliono proprio i danni, vogliono poter lavorare senza perdere il raccolto e senza subire danni continui”.

“La Cia Siena – conclude Berni – continuerà a difendere gli interessi degli agricoltori e a portare alla luce le problematiche che ci sono nel nostro territorio per far in modo che vengano risolte. Le polemiche fine a se stesse non ci interessano e le lasciamo ad altri. Inoltre, come sempre, siamo per il dialogo costruttivo proprio con l’obiettivo di risolvere i problemi”.

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