L’ex consigliere comunale DC, Enzo Martinelli, caustico: “luogo ingolfato, rumoroso, privo di parcheggi e non idoneo ad ospitare attività didattiche. Meglio una primaria a San Miniato”.

Recentemente il Consiglio Comunale di Siena, all’unanimità, ha approvato di costruire sei aule scolastiche nell’edificio che per decenni ha ospitato i Vigili del Fuoco. Sull’argomento è intervenuto Enzo Martinelli, ex Consigliere comunale della DC, che non ha lesinato critiche: le nuove aule del Monna Agnese verranno costruite “in un luogo ingolfato, rumoroso, privo di parcheggi e quindi inidoneo ad ospitare attività didattiche“.

Chi vi scrive, quando uscì la notizia, forse viziato dai ricordi di quando faceva il militare nei Vigili del Fuoco proprio in quella struttura, ebbe proprio la stessa idea di Enzo Martinelli. Va detto, però, che gli studenti del Monna Agnese hanno l’età per viaggiare con i mezzi pubblici e la zona è una delle più servite dato il numero di linee urbane ed extraurbane che passano lì. Per i docenti ed il personale ATA basterebbe creare un posteggio interno: di spazio ce n’è, sia nel piazzale che nelle vecchie rimesse e nell’officina della “Fabbri”.

L’attacco di Martinelli è durissimo: “La città, priva di un serio piano programmatico dell’edilizia scolastica,  appresta dunque aule per fronteggiare un bisogno in futuro inesistente per gli istituti di secondo grado, mentre continua lasciare senza edilizia pubblica di scuola primaria i quartieri di San Miniato, Scacciapensieri e Vico Alto”. Prosegue Martinelli: “Gli alunni di quelle ampie zone, oltre a quelli di Belverde e Montarioso che, pur appartenendo al Comune di Monteriggioni da sempre, gravitano nei plessi scolastici senesi anche in futuro continueranno a intasare il traffico per raggiungere le scuole lontane dalla loro abitazione. Altro che piano per la mobilità!”. C’è però da dire che Belverde e Montarioso appartengono al Comune di Monteriggioni e, quindi, dovrebbero principalmente rivolgersi alle scuole del loro Comune (San Martino e Quercegrossa), per il resto basta ricordare le parole di Mauro Marzucchi, che nel 2021, da Consigliere comunale di Siena Aperta, ricordò che “A San Miniato la scuola era stata pensata negli anni ’90. Ora si resuscita il progetto quando il rapporto tra costi (10 milioni di euro) e benefici non è conveniente. Inoltre che dire di Taverne e Isola d’Arbia, che sono senza scuola? I bambini là residenti ogni giorno fanno 30 minuti in pullman per raggiungere la Dupré. Loro non hanno gli stessi diritti di San Miniato?“. Il tutto partendo da un presupposto: “La mia posizione è che, a fronte di una denatalità importante, le scuole di Siena sono al momento più che sufficienti, infatti ospitano il 20% di bambini provenienti dai comuni limitrofi“.

Nel medesimo periodo, l’ex Assessore Paolo Benini, intervistato proprio dalla Gazzetta, ebbe a sottolineare: “Va condotta un’indagine importante dal punto di vista demografico per capire quanti bambini ci sono nella zona, quanta densità di abitazioni c’è, cosa si prevede in termini di natalità, valutarne la viabilità e poi si può decidere se fare una scuola o meno”.

Continua Martinelli: “A livello provinciale la popolazione scolastica che nell’anno 2019/2020 cumulava 34.909 studenti è già diminuita si circa 1.500 unità, ma nei prossimi anni subirà un più sensibile crollo perché il quinquennio di scuola primaria è frequentato  soltanto da 9.822 alunni, rispetto ai 12.768 alunni che seguono i cinque anni degli istituti superiori. Considerando che la media di alunni per classe è di circa 20 unità, la diminuzione degli studenti lascerà vuote in poco tempo e soprattutto negli istituti superiori 130-140 aule, in aggiunta ad un’ottantina già finora dismesse. E’ il caso di costruirne altre nuove?”. Si dimentica, qui, però, del forte legame con la realizzazione, a Siena, del cosiddetto “Biotecnopolo”. O vogliamo che quest’ultimo non sia un volano per l’economia locale, già disastrata dalla crisi dell’Università, della Banca e dal ridimensionamento del Policlinico?

“E’ infine inopportuno e costoso dar vita ad un quarto plesso per le secondarie a pochi metri di distanza dai tre istituti già funzionanti (ex Magistrale, Sarrocchi e Marconi). Infatti gli ambienti educativi hanno necessità di laboratori, biblioteche,attrezzature, dotazioni didattiche e scientifiche che vanno costantemente rinnovate e che sono già presenti nelle tre strutture esistenti. Farne delle nuove soltanto per un centinaio di alunni rappresenta uno spreco in un area con istituzioni già adeguatamente fornite”. Peccato, anche in questo caso, che lì sarebbero trasferite delle classi del Monna Agnese, che non fa parte né del Sarrocchi, scuola in grande espansione di iscritti, né del Marconi, che, pur facendo parte della medesima presidenza del “Caselli” proprio assieme al Monna Agnese, non ha certo nulla a che spartire con un Liceo…

Sarebbe molto più utile trasformare la caserma in residenza  per gli studenti universitari come richiede l’UE che finanzia i relativi progetti. Siena in un recente passato offriva agli studenti fuori sede circa 1400 posti letto. Oggi l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio  Universitario ne mette a disposizione solo 390 ed elargisce denaro agli aventi diritto per pagare l’affitto ai privati. Dunque un generalizzato sostegno alle “rendite”, che una volta a Siena venivano, almeno a parole, contrastate sia dalle “sinistre” che dalla “destre sociali”. Ma evidentemente i tempi sono cambiati…“, conclude Martinelli, inserendosi a spada tratta nell’annosa diatriba tra chi vorrebbe un decentramento delle facoltà universitarie fuori dalle Mura cittadine e tra chi considera la nostra Città un “Campus naturale”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui