Potrebbe essere lei la candidata della lista civica

Dalla Lega al Terzo Polo, in poco meno di un anno e mezzo, passando anche per una possibile candidatura (poi rientrata) con Italexit di Paragone alle elezioni suppletive. In quel contesto, il candidato fu Mauro Aurigi, anch’egli passato dalle liste civiche ai Cinquestelle e quindi al movimento di Italexit. É stato questo il percorso politico iniziale di Laura Almerico, successivamente candidata con Matteo Salvini alle elezioni regionali del 2020, dove ottenne il terzo posto – 714 voti – nelle preferenze di quella stessa lista dietro a Rosanna Zare e Riccardo Galligani. Un’appartenenza e una fede politica precisa, rintracciabile anche nei post disseminati nei suoi profili sui vari social network. Da qualche tempo, però, il flirt con Sena Civitas e il Terzo Polo é sembrato sempre più forte, così tanto da mettere la pulce nell’orecchio a diversi addetti ai lavori.

Nipote del noto fantino Beppe Pes – vincitore di 9 palii tra il 1982 e il 2006 -, la principale traccia del suo avvicinamento alla lista civica sta nella condivisione di un post della stessa Sena Civitas dal titolo “considerazioni per il candidato” ideale.
Una sorta di “affiliazione subliminale” al credo e alle disposizioni della lista stessa. Nel comunicato, diffuso a mezzo stampa, si lascia intendere che chi prenderà le redini dovrà essere un profilo “non contro qualcuno, ma per qualcosa di veramente nuovo”.

Nessun impegno politico vero e proprio, negli ultimi anni. Negli ultimi mesi, invece, una particolare vicinanza alla causa no vax e no Green pass: principi – soprattutto il secondo – che, comunque, sembra che si stiano eclissando con la fine dello Stato d’emergenza. Nel corso del biennio sconvolto dalla pandemia, infatti, la Almerico é stata assiduamente coinvolta nella condivisione di contenuti contro le stringenti misure sanitarie imposte dallo Stato italiano per contrastare la diffusione del Covid. Molti di questi, soprattutto nell’autunno del 2021, avevano come protagonista la figura cardine del partito di cui si faceva portavoce – Gianluigi Paragone, e quindi ItalExit – e la sua strenua lotta contro il virus e tutte le sue conseguenze “burocratiche”. Pensiero politico ampiamente condiviso dalla Almerico, a quanto si evince dalle affermazioni riportate contro vaccini, Green pass e quant’altro riguardasse le scelte politiche adottate a livello nazionale in ambito sanitario per arginare l’emergenza sanitaria.

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