Italia Nostra festeggia alla Pieve dei SS Ippolito e Cassiano il trentennale della sospensione dei lavori

Era il 24 marzo del 1993, quando il Ministro dei Lavori Pubblici Francesco Merloni scrisse al Comitato di difesa della Valdelsa, alla sua presidente Laura Comi.

“In relazione a quanto da lei segnalato, a nome del Comitato di difesa del patrimonio paesaggistico, storico e culturale della Valdelsa – scrive il Ministro – la informo che sono stati sospesi gli appalti dei lotti 8 e 9 dei lavori di ammodernamento della SS n.68 di Val di Cecina”.

Una pietra tombale sul progetto che avrebbe dovuto ricollegare Colle Val d’Elsa con Volterra, e quindi con il mare, per una strada che dagli anni 90 ad oggi è rimasta…nel solco del suo antico tracciato.

“Oggi alla Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a Colle val d’Elsa, l’associazione Italia Nostra festeggia un eveno speciale: il trentennale dell’atto con quale il Ministro dei Beni Culturali Ronchey e il Ministro dei LLPP Merloni sospesero il devastante progetto stradale dei lotti della SS 68 Colle – Volterra” scrive in una nota Laura Comi, presidente di Italia Nostra di Siena.

Da aggiungere che l’associazione si è sempre mossa per difendere e animare l’antica Pieve, e nel mese di settembre ha sempre cercato di tenerla aperta, visto che si tratta di un piccolo gioiello sconosciuto ai più, e quasi tutto l’anno chiuso.

Però non tutti hanno concordato con le posizioni ambientaliste, che in questo tratto di Valdelsa sono state assai più rigide che in altre zone. Se a Poggibonsi infatti o a Siena i viadotti non mancano, sicuramente questi non sono sempre un male, e il modo per modificare un tracciato, quando c’è la volontà, si trova.

Invece negli anni 90 nessuna modifica: il fermo dei lavori arrivò improvviso, e forse qualcuno sorrise perché le risorse andarono su altre zone.

Eppure negli anni 80 c’è chi avrebbe voluto una vera 4 corsie, per collegare le due arterie Anas, ovvero l’Autopalio con la Tirrenica, ricollegando Siena al mare, e la Valdelsa a Cecina. E la Cassa di Risparmio di Volterra all’epoca finanziò un progetto che fu approvato.

Lo scoglio, duro da digerire per le imprese, degli anni 90, fece calare il “gelo” anche tra le amministrazioni, e infatti la statale 68 sarà poi ammodernata solo nel tratto pianeggiante tra Saline di Volterra e Cecina, ovvero in loc. Steccaia, vicino al mare e al confine con la provincia di Livorno.

Mentre la Colle – Volterra rimarrà…un infinito dispiegarsi di tornanti, che ha rallentato le sinergie tra le due aree così vicine, ma così “lontane”, della Toscana.

Con la Legge Regionale 24 del 18 maggio 2018, la Regione Toscana istituiva i nuovi ambiti turistici, facendo “sposare” nuovamente Valdelsa e Valdicecina nell’ambito omonimo “Terre di Valdelsa e dell’Etruria Volterrana”. Del resto dal punto di vista storico, architettonico, enogastronomico e pure nel dialetto, queste terre sono quanto di più omogeneo si possa proporre. Mentre già da alcuni decenni sono tradotti in più lingue le guide turistiche che mettono insieme Volterra e San Gimignano.

A perdere il treno del turismo, più che altro è stata Colle, in maniera ingiusta, in quanto la città alta, oltre ad essere ben conservata, è uno scrigno di tesori.

Motivo per cui negli ultimi anni si è tornati più volte a parlare di un ammodernamento della statale 68, ovviamente in termini eco-sostenibili, ma anche per rispetto dei molti incidenti, talvolta mortali, che simili curve in contropendenza finiscono per provocare.

Il periodo estivo infatti questa strada sopporta un peso almeno tre volte superiore a quanto il vecchio tracciato riesca a sopportare: ne è prova il cedimento in Via Livini, tra Colle alta e Colle Bassa, e così simili a Castel San Gimignano, frazione che più di tutte vive il dramma dell’isolamento.

Insomma, la statale 68 potrebbe ancora oggi essere uno strumento prezioso per far crescere Colle Val d’Elsa e la Valdelsa. E se nel 1993 le amministrazioni comunali non fecero molto rumore, oggi tra i candidati alla poltrona di sindaco potrebbe esserci chi vorrà ricollegare Colle e la Valdelsa a Volterra e al mare.

Riusciranno i colligiani ad ammodernare le proprie infrastrutture? Molto dipenderà dalla determinazione degli amministratori, e dal sano realismo dei cittadini.

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