Siena continua ad attrarre per le sue bellezze artistiche e paesaggistiche ma soprattutto per il suo carattere identitario. Ecco cosa hanno raccontato le guide turistiche

Anche per quest’anno il comparto turistico ha dovuto fare a meno della spinta osmotica del Palio, forza che in genere attrae curiosi e appassionati da ogni lato del mondo. Ma Siena non è solo questo, lo dimostrano i turisti che da due anni a questa parte hanno deciso di scoprire una nuova Siena, con i suoi angoli più remoti e le storie più curiose. Attratti dalla magnificenza del Duomo e dalle bellezze contenute, dall’accogliente Piazza del Campo con il suo Palazzo Pubblico e le numerose opere d’arte dense di significati, l’unicità dei paesaggi della campagna, storia e tradizioni e poi gli scorci. Insomma, i turisti continuano a cercare Siena per il suo forte carattere identitario.

A darne un’immagine simile sono proprio le guide turistiche, come ha raccontato Martina Dei, guida turistica Federagit: “Negli ultimi due anni – ha spiegato – è vero, è mancato il Palio che da sempre attira molti turisti nel periodo estivo e che impegna noi guide nel far comprendere e visitare la complessità di Siena, delle sue Contrade e del tessuto sociale che nasce da una tradizione plurisecolare. Ed è anche vero che sono mancati i grandi numeri sugli arrivi degli stranieri con viaggi organizzati ma – ha fatto notare – il periodo estivo ha rappresentato per noi una ripresa con l’arrivo di diverse famiglie in visita, soprattutto italiane e europee”.

E sono in particolare le bellezze artistiche la fonte di attrazione primaria: “Molti turisti sono arrivati in concomitanza con l’apertura del pavimento del Duomo di Siena, che ha consentito un allungamento della stagione con l’arrivo di turisti per tutto il mese di ottobre. Ma non solo – ha precisato – Palazzo Pubblico, Piazza del Campo sono state mete imprescindibili per chi ha scelto Siena per un soggiorno breve. Tra gli italiani ci sono stati anche turisti più attenti che, restando qualche giorno in più, hanno approfondito la conoscenza della città, ricercandone con noi guide gli angoli più nascosti e le storie più curiose. Chi ha invece scelto soggiorni più lunghi ha anche visitato alcuni centri della provincia come Montepulciano, Pienza, passando per i paesaggi iconici della Val d’Orcia e ricercando spesso natura e tipicità che per fortuna sono ben presenti nel territorio senese”.

Il tutto coadiuvato soprattutto dalle molteplici iniziative pubbliche e private messe in campo come ha spiegato Cecilia Mostardini di centro guide Siena: “Dagli eventi alle aperture straordinarie, ma anche le celebrazioni Dantesche, il trekking urbano, hanno tutte restituito un discreto risultato in termini di presenze”. Ma in fine a fare la differenza, è stato il forte carattere identitario della città: “Una volta – ha detto la guida – alcuni turisti ci hanno chiesto di visitare la nostra abitazione, non per curiosità insana – ha detto ironizzando – ma per capire se nell’intimità delle nostre dimore si vivesse questa armonia, serenità, dimensione casalinga che restituisce la città, il nostro territorio e le nostre parole. Questo perché – ha spiegato – il turista si sofferma sull’autenticità, sul quotidiano come i piccoli negozi, i forni tipici per dolci, l’artigianato locale, piccole trattorie, osterie”.

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