Montepulciano, Pienza e Montalcino: il turismo inglese passa per la Val d’Orcia

“Le cose migliori da fare in Toscana, dalle feste medievali alla caccia al tartufo”: è questo il titolo di un articolo scritto dal quotidiano londinese The Telegraph, dalla giornalista e travel writer Ondine Cohane. Il pezzo – una sorta di bignami delle “cosa da fare” nella nostra Regione – si propone come una vetrina delle bellezze toscane per i turisti inglesi: in Gran Bretagna, infatti, la campagna di vaccinazione è molto più avanti rispetto all’Italia, e anche per questo si cerca di programmare sul lungo periodo in vista dell’auspicata normalità. La provincia di Siena, insieme a quella di Firenze, è ormai da anni in cima alle liste di preferenza dei viaggiatori mondiali, e punta ad esserlo anche nella prossima estate.

Nel testo, oltre al classico Palio di Siena, si consiglia ai turisti di fare una visita a Montepulciano durante il periodo del Bravìo delle Botti, la stracittadina che prevede una gara tra 8 contrade in cui “due uomini tirano barili da 50 kg per le strade tortuose della città, in un modo che fa sembrare il crossfit una passeggiata“. Sempre a fine agosto, poi, a Pienza ha luogo la Fiera del Cacio, in cui “squadre di bambini e adulti danno una nuova svolta al bowling, facendo girare in tondo il pecorino nella piazza principale del paese”. In seguito giunge anche il turno dell’enogastronomia, con le cantine dedite alla produzione di Nobile di Montepulciano e di Brunello di Montalcino fino ad arrivare alla splendida Abbazia di Sant’Antimo, il posto ideale per bivaccare dopo una lunga passeggiata (o pedalata) in Val d’Orcia.

Malgrado la singolare spiegazione del Bravìo (e un “Arrezzo” a fine trafiletto che grida vendetta), il sindaco poliziano Michele Angiolini ha portato subito alla luce l’articolo: “Montepulciano, grazie al suo valore oggettivo e ad una serie di circostanze, riesce a giocare, in questo difficile quadro, un ruolo di una certa evidenza – ha detto il primo cittadino – L’autorevolezza della fonte ci autorizza a pensare che in Gran Bretagna il turismo estivo verso l’estero stia dando segnali di autentica ripresa, corroborato anche dai dati sulle vaccinazioni in patria, e ci fa sperare che queste segnalazioni si possano tradurre in gradite presenze“.

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