Stefano Turillazzi, entomologo e sociobiologo, già docente all’Università di Firenze e accademico dei Lincei è intervenuto al Festival della Salute

Si deve a uno studioso particolarmente allergico alle punture di insetti il libro “Entomoterapia, gli insetti come farmaci” (Ets/Mefisto, 2019). Si tratta di Stefano Turillazzi, entomologo e sociobiologo, già docente all’Università di Firenze e accademico dei Lincei che è intervenuto al Festival della Salute per spiegare come gli insetti possano farci male, ma anche curarci laddove i farmaci tradizionali non funzionano.

“La medicina tradizionale e le industrie farmaceutiche non sembrano ancora aver manifestato un interesse primario verso gli insetti – ci ha detto il professor Turillazzi -, ma tradizionalmente la medicina orientale e quella dell’America Latina utilizzano frequentemente il veleno degli insetti in piccole dosi curative. E ci sono esempi anche nella nostra medicina popolare. Nella prima guerra mondiale alcuni fanti venivano curati con l’applicazione di larve di mosca sulle ferite. La scoperta degli antibiotici ha fatto abbandonare la pratica che di recente è stata ripresa negli Usa per casi di resistenza al farmaco e prende il nome di Maggot Therapy”.

L’interesse del professor Turillazzi per stimolare la ricerca lo porta oggi a fornire estratti di veleno con una piccola impresa alle aziende farmaceutiche interessate ad approfondire l’argomento. “Consigli per proteggersi si danno male, chiaramente la prudenza – ci dice – verso api, vespe, ragni e scorpioni è la prima cautela, ma esistono milioni di insetti che meriterebbero attenzione a cominciare da quelli in grado di sviluppare peptidi antimicrobici quando vengono attaccati da virus. Qui la scienza e la ricerca possono scoprire ancora molto”.

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