L’iniziativa per celebrare i quarant’anni dalla nascita del Consorzio per la Tutela del Palio

“Tra arte e plagio. Il fascino delle Contrade” è l’iniziativa realizzata dal Consorzio per la Tutela del Palio in occasione dei quarant’anni dalla sua nascita. “La cosa più difficile è stata portare dentro al Santa Maria della Scala una mostra di contrada“; queste le parole della curatrice della mostra Laura Brocchi. Si tratta infatti di tanti oggetti che non hanno un valore materiale elevato come lo possono avere le tante opere che si trovano dentro al Santa Maria della Scala, ma si tratta di oggetti con un valore affettivo molto alto. La mostra racchiude gli oggetti tipici senesi, quelli che hanno fatto conoscere la nostra festa al resto del mondo. Parte dalla fine del XIX secolo e arriva al 1981, data di nascita del Consorzio per la Tutela del palio.

“La mostra ripercorre – afferma Laura Brocchi – come è stata rappresentata Siena, il Palio e le contrade al di fuori della nostra città. Nel 1981 nasce ufficialmente il Consorzio per la Tutela del Palio perché si stava iniziando ad abusare dei simboli delle nostre contrade e si sentiva il bisogno di un organismo che le potesse tutelarle. Siena è molto cambiata nel corso di questi anni. A fine ottocento il Palio era un evento anche economico, non solo di passione. Infatti nei manifesti di quegli anni, accanto agli annunci del Palio ci sono collegate anche altre attività economiche. Si nota però che l’interesse verso Siena e il Palio c’è sempre stato anche al di fuori della nostra città. Tante riviste straniere infatti, da inizio novecento, iniziano ad occuparsi di Palio e se ne appassionano. Una ditta di Milano infatti usò il Palio per creare un gioco da tavolo, nel 1905. Dagli anni trenta in poi si è sviluppato un vero e proprio filone commerciale che ha visto il Palio protagonista. Venivano infatti prodotti oggetti con i colori e i simboli delle contrade“.

Il percorso di visita della mostra è organizzato secondo una scaletta cronologica divisa in sezioni: 1870-1919; 1920-1939, 1940- 1959; 1960-1969; 1970-1981. Nella prima sezione sono racchiusi i manifesti, le cartoline pubblicitarie e i souvenir. Nella seconda le ceramiche, le prime brochure divulgative e le bambole. Nella terza invece sono racchiuse dei prodotti pubblicitari e del materiale dolciario. Nella quarta ci sono dei calendari, delle scatole di fiammiferi e dei fiammiferi. Infine nella quinta troviamo delle ceramiche, il manifesto del palio di Avigliana e la cartolina del Palio di Asti.

“Uno dei motivi che ci ha spinto ad organizzare questa mostra – sostiene Gianni Morelli, Presidente del Consorzio per la Tutela del Palio – è l’evidente cambiamento nella sensibilità del contradaiolo medio sull’argomento Palio. Nel secolo scorso il senese era fiero ed orgoglioso che Siena venisse presa da esempio, oggi invece c’è una gelosia molto marcata. Questo è un modo per capire meglio come erano le contrade negli anni 60 e 70, è una mostra soprattutto riferita ai giovani.

Il Consorzio in questi anni è sopravvissuto perché si è saputo adeguare, come hanno fatto anche le contrade, ai cambiamenti della società. Oggi i social e il web sono realtà importanti con le quali dobbiamo fare i conti tutti i giorni. E’ una mostra per tutti, senesi e non senesi. Un contradaiolo che non passa da qui si perde qualcosa. Credo che agli attacchi che la nostra festa subisce non si debba rispondere sui social dovremo far capire ciò che siamo perché siamo tanta roba. In questi due anni senza Palio le contrade stanno reagendo alla grande”.

Le interviste di Laura Brocchi e Gianni Morelli

Sono Lorenzo Vullo, un ragazzo di 23 anni, nato a Siena e laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali. Mi piace lo sport, la cultura, la politica e ho molto interesse per le nuove forme di comunicazione. Nel mio breve percorso lavorativo ho uno stage presso la redazione giornalistica di Radio SienaTV.

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