I dati allarmanti dall’inizio del 2022: calo delle precipitazioni del 60 per cento e produzione agricola a rischio

Tornano pioggia, neve e freddo a più di tre mesi dall’ultimo giorno di precipitazioni. Una primavera cominciata all’insegna della siccità e delle alte temperature, che ha destato negli agricoltori più di una preoccupazione.

I bacini, le falde e i fiumi del territorio toscano hanno raggiunto livelli pari a quelli toccati a maggio e giugno, registrando una scarsità idrica che non si vedeva dal 2017. Un dato allarmante, perchè, mancando la pioggia viene meno l’infiltrazione dell’acqua nel terreno che va a riempire le riserve sotterranee (una parte fondamentale del ciclo idrologico).

Un calo di precipitazioni pari al 60 per cento rispetto alla media del periodo, che secondo Coldiretti Toscana potrebbero danneggiare agricoltura e allevamento, con effetti sull’estensione dei pascoli e difficoltà di trovare le grosse quantità richieste per la produzione e la cura del bestiame. Nonostante si preveda un calo del 30 per cento della produzione agricola di cereali e verdure, le prossime settimane, se ricche di precipitazioni, potrebbero apportare qualche speranza in più. L’arrivo della pioggia e il conseguente calo delle temperature cominciato durante la giornata di ieri e previsto fino a metà della prossima settimana, sono quindi una manna dal cielo al fine di scongiurare una stagione di magra.

Preoccupazioni che hanno messo sugli attenti anche l’Autorità idrica della regione, che insieme al quotidiano La Repubblica, invita i lettori a un consumo coscienzioso delle riserve idriche a disposizione, in modo tale da evitare sprechi o veri e propri “black out”.

Sempre Coldiretti Toscana ricorda l’importanza dell’acqua, in particolare di quella piovana. La raccolta, la conservazione e l’utilizzo di quest’ultima, sono un’ottima risposta ai cambiamenti climatici che il nostro ecosistema a rischio si trova ad affrontare.

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