Atzeni replica gli arrivi del 2019, sul filo, e vince ancora

Il Palio tanto atteso si giostra su due direttrici importanti che probabilmente segneranno gli anni futuri.
La consapevolezze del mondo fuori le mura, a Siena, fortunatamente non si fa più come ci pare e l’attenzione e la cura verso la tutela dei cavalli è qualcosa di cui parlare apertamente, anche non senza difficoltà.
Il Palio in apparenza ne risente, ma solo in apparenza.

Dal 29 maggio tutti, nessuno escluso, abbiano scritto e detto che Tittia sarebbe stato solo o comunque con poca compagnia. Atzeni ha risposto nell’unica maniera che sa, vincere. Ha scelto si, la soluzione più morbida in un lotto in cui i dubbi potevano essere molti. Ha scelto una contrada che solo quattro anni fa, in realtà quattro Palii indietro aveva vinto con Brio. Ha scelto l’unico soggetto a fondo arabo dei dieci. Lo ha provato poco o nulla. È uscito a sorpresa dall’Entrone ieri sera con un paraombre.

Ha visto quelli che facevano parte di un monte comune andarsene uno ad uno, uno dietro l’altro in un domino mai visto. E ha vinto, da solo. Guidando la mossa, strappando un San Martino azzardato, poi trasportando Zio Frac fino al bandierino e ultimo ma non ultimo ha nel metro finale tirato fuori l’impossibile, allungando il nerbo. Rischiando ogni sicurezza nella posizione. Con un competitor superbo, la Torre che non ha mollato un centimetro con uno Scompiglio ineccepibile.

Atzeni replica gli arrivi del 2019, sul filo. Ormai le date delle sue vittorie sono confuse e si confondono nella nostra memoria. Nato, affinato e cresciuto nel Palio dei carabinieri, ieri sera ha vinto da solo. La sua motivazione, ancora una volta, ha vinto su tutti e tutto. 

Nata sotto il segno dei pesci. Narratrice di storie di polvere e provincia e uomini di cavalli. "L'aria del paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo" ( proverbio arabo)

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