Non scappare in strada e non uscire di casa nel bel mezzo della scossa, il professor Albarello: “La popolazione deve essere consapevole”

A seguito delle forti scosse avvertite in città nel corso della notte dell’8 febbraio e durante la prima mattina del 9 febbraio, Gazzetta di Siena ha intervistato il professor Albarello di geofisica della terra solida dell’Università di Siena.

“A Siena è in atto uno sciame sismico, – ha detto il professore – cioè un insieme di terremoti abbastanza ravvicinati nel tempo. Per prima cosa dobbiamo chiarire che quanto sta succedendo non ha nessuna correlazione con quello che è successo in Turchia (terremoti come quello turco a Siena non sono mai successi)”.

“Dobbiamo chiarire che nessuno sa quanto ancora potranno protrarsi le scosse; – ha incalzato Albarello – sappiamo però che terremoti di questo tipo e di questa intensità non hanno mai provocato crolli in città, ma solo danni agli elementi non strutturali degli edifici. Questo significa che la cosa più intelligente da fare in caso di scosse dell’intensità sperimentata da Siena ieri sera non è uscire in strada, ma rimanere in casa”.

Il professore Albarello si raccomanda: “La popolazione deve essere consapevole e capire, senza panico, come organizzarsi in caso di terremoto: capire dove recarsi qualora le scosse aumentino di intensità, darsi un punto di ritrovo sicuro con parenti e amici, mettere le coperte in macchina in caso di emergenza, ciascuno deve poi individuare i pericoli presenti in casa propria; se crollano le librerie, i pezzi di soffitto e i luoghi più sicuri dove rifugiarsi all’interno dell’abitazione”.

“Un’altra cosa di cui essere consapevoli è che non è vero che la prima scossa è la più forte ed è seguita da scosse di assestamento; non esistono scosse di assestamento! – Ha affermato il professore, che ribadisce – le persone devono essere consapevoli che dovremmo stare all’erta per tutta la durata della sequenza sismica, finché i terremoti non si diradano e smettono. Il prossimo terremoto può essere più intenso di quello precedente”.

“Non bisogna lasciarsi abbandonare al panico, perché non succederà mai niente di catastrofico, a meno che non si prendano decisioni affrettate e sbagliate. – Ha poi rassicurato Albarello – i danni provocati da questo tipo di questi terremoti rischiano di essere più gravi se la popolazione esce di casa e scappa fuori in modo inconsulto, rischiando di vedersi cascare in testa una tegola o altri elementi non portanti degli edifici. Si esce di casa soltanto quando la scossa è finita, prima si sta riparati dentro casa sotto un tavolo, vicino ad un muro portante o in un punto che, a seconda delle caratteristiche dell’abitazione, è stato individuato come sicuro”.

“Il terremoto è una cosa che a Siena è già successa in passato molte volte, anche con intensità molto maggiori. L’ultimo di cui abbiamo contezza è quello del 1798, quando la popolazione senese rimase fuori casa e fuori città per mesi, perché molti edifici (non crollati) necessitavano di un ripristino. Non voglio lasciare un messaggio rassicurante perché non c’è da essere rassicurati, l’unica rassicurazione che posso dire è che a Siena, terremoti catastrofici non ci sono mai stati, ma solo terremoti che hanno fatto molti danni – ha concluso il professore.

Sono una giovane studentessa della facoltà magistrale di Lettere, maremmana di nascita, ho lasciato l'Argentario da quattro anni per vivere e studiare a Siena. Mi interesso di politica, ambiente e attualità, con il proposito di capire e raccontare la cronaca di un territorio tanto antico e ricco di storia quanto vivo e vitale come quello senese.

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