I bambini del Tennis Club Chianciano insieme ai maestri Simone Vichi e Sofia Renzi

Il circolo di Chianciano ha vinto le regionali contro avversari di grande tradizione. È solo una delle testimonianze di come il tennis, anche nei piccoli centri, si sta espandendo

È il tennis lo sport del momento, senza se e senza ma. L’interesse verso la racchetta è infatti diventato sempre più forte. Nell’ultimo mese, a livello nazionale, vi è stato un aumento delle iscrizioni dal 20 al 25%. Un’ascesa probabilmente mai vista, sostenuto da quello che è stato comunemente definito effetto Sinner. I recenti successi del giocatore altoatesino – passato anche per le mani dell’allenatore poggibonsese Andrea Volpini – in Coppa Davis e agli Australian Open hanno dato il là ad un incremento vertiginoso degli appassionati anti-calcio, proporzionale al trend iniziato qualche anno fa con la Formula 1. I campi di terra rossa si popolano di sportivi di tutte le età, accomunati non più dall’idolo che corre dietro la palla ma da quello che la palla – anzi, la pallina – la fa correre. E in questo, il Tennis Club Chianciano Terme ha saputo distinguersi conquistando un importantissimo risultato a livello giovanile.

“Una settimana fa i nostri ‘gnomi’ – chiamati così per ovvi motivi di statura, ndr – hanno raggiunto e vinto la finale del campionato FIT Junior Program Categoria Super Orange” racconta Simone Vichi, maestro e titolare del Circolo. “Così facendo – aggiunge – abbiamo vinto il campionato regionale e a settembre parteciperemo alla fase nazionale. I cinque bambini, tre maschi e due femmine di 10 anni, sono riusciti nell’impresa di battere circoli di grande tradizione come quelli di Arezzo, Fiesole, Pistoia, Firenze e in finale contro il CT Amaranto di Livorno. È davvero una grande soddisfazione – aggiunge – soprattutto perché si è creato un gruppo affiatato sia tra di loro che con noi, e questo è stato il fulcro dei risultati ottenuti“.

Merito anche di Sinner e compagni, che hanno portato il tennis italiano verso vette finora inesplorate

La vittoria, soprattutto a questi livelli, non dev’essere certo un ossessione. Lo sport però si nutre anche di questo, perché è importante divertirsi ma farlo contro avversari storicamente più forti ti fa divertire ancora di più. Il Tennis Club di Chianciano, poi, ha sede in un luogo che di sorrisi, nei decenni scorsi, ne ha fatti venire a bizzeffe, e che ora solo con lo sport e con qualche festival estivo riesce per qualche giorno a tornare agi antichi albori. “Abbiamo rilevato il circolo dopo trent’anni che era chiuso in una situazione del tutto disfatta e fatiscente – dice Simone -, visto che andava di moda negli anni d’oro del paese”. Tempi che ora sembrano completamente persi, vista la crisi che Chianciano attraversa e che è riscontrabile, per l’appunto, nella trascuratezza e nel degrado dello stesso parco.

Siamo praticamente ripartiti da zero – continua – e non è stato facile, considerando che quasi appena partiti è iniziata la pandemia. Comprese le varie sfortune che ci sono capitate, qualcosa di buono lo stiamo facendo. Abbiamo campionati a squadre, organizziamo tornei agonistici e abbiamo questi straordinari bambini. Noi purtroppo a livello strutturale ha ancora molto da fare, soprattutto a livello organizzativo perché non ti puoi permettere tanto staff, ci sono tante spese e a livello strutturale c’è da fare tanto. Malgrado questo – conclude Vichi – cerchiamo di essere un punto di riferimento per un paese dove il tennis mancava da trent’anni, e con l’avvento di Sinner e degli altri giocatori della coppa Davis sta diventando uno degli sport più praticati d’Italia”.

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