Oggi, venerdì 26 gennaio, al Teatro dei Risorti, lo spettacolo “Hotel del libero scambio. Moltitudini di solitudini”. Il ricavato all’associazione Autismo Siena – Piccolo Principe

Teatro e solidarietà in scena ai Risorti di Buonconvento. L’appuntamento è per questa sera, venerdì 26 gennaio alle ore 21 con lo spettacolo “Hotel del libero scambio. Moltitudini di solitudini”, promosso da Arci Siena Aps con l’associazione Topi Dalmata e la Compagnia QKK (Quei Ke Konta) e il patrocinio del Comune di Buonconvento. Il ricavato della serata, con ingresso libero a offerta volontaria, andrà all’associazione di volontariato Autismo Siena – Piccolo Principe. Gli spettatori saranno accolti dai ragazzi della stessa Associazione Autismo Siena – Piccolo Principe, che presenteranno anche la serata e racconteranno la loro esperienza con il teatro. È gradita la prenotazione al numero 347-9358872.

Lo spettacolo “Hotel del libero scambio. Moltitudini di solitudini” nasce come progetto aperto, basato su un’ottica di spostamento e continua trasformazione che si costruisce sul tema della stanza d’albergo come metafora del vuoto e dell’incontro, del rapporto tra distanze sociali e fisiche e la speranza dell’incontro e della vicinanza. Il tema della stanza d’albergo diventa, così, al tempo stesso, il motivo conduttore e contenitore di una serie di molteplici interventi teatrali e performativi, ambientati in stanze d’albergo costruite o reali e fatte di confusione conturbante fra corpo e spazio, fra interno ed esterno. Lo spettacolo sarà diretto da Silvia Priscilla Bruni e accompagnato dalle musiche dal vivo di Michele Borgogni, all’armonica, e Mario Costanzi, alla chitarra, e dalla voce di Alessandra Fantoni.

L’associazione di volontariato Autismo Siena – Piccolo Principe supporta le persone affette da autismo e le loro famiglie per aggregarle, sostenerle, informarle e renderle visibili, affinché cresca nella popolazione e nelle istituzioni la consapevolezza che le persone autistiche hanno gli stessi diritti di tutti e possono avere una vita il più possibile autodeterminata e felice, se opportunamente incluse e supportate ad aumentare le loro competenze e la loro autonomia.

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