Un pranzo di Pasqua speciale quello di oggi alla mensa di San Girolamo. Ce l’ha raccontato Suor Nevia

Suor Nevia sta dedicando la sua vita ai più bisognosi, che sono per lei e per i molti volontari della mensa di San Girolamo la cosa più importante. Grazie a loro lavora ogni giorno, questa Pasqua e tutti i festivi compresi, per poter offrire un pasto caldo a chi non può permetterselo.

Le festività sono momenti che generalmente vengono dedicati alla famiglia e agli affetti più cari. Sono giornate passate in compagnia e in luoghi che ti fanno sentire protetto. Non tutti hanno però questa possibilità e per Suor Nevia farli sentire a casa, oltre che donargli del cibo, è importante. Le persone sono importanti.

Come si affronta l’emozione e il dolore dei più bisognosi durante le festività? Giorni in cui potrebbero sentirsi più soli ed emarginati del solito.

“È un lavoro di tutti i giorni. Per le festività ancora di più però è un qualcosa su cui lavoriamo quotidianamente. Noi cerchiamo di aiutare e di accoglierli sempre con il sorriso. Gli diamo la possibilità di poter scegliere cosa mangiare offrendo loro più opzioni di primi, di contorni e di secondi. Guardandoli negli occhi, chi serve nel self service offre quanto desiderano e piano piano creiamo delle piccole relazioni che poi continuano con tutte le altre cose che facciamo. A cominciare dall’accoglienza quando entrano, appunto un’accoglienza che guarda negli occhi le persone. Anche se è una mensa il mangiare non è la prima cosa, per me sono persone importanti, sempre. Qua si sentono a casa”.

Avete in programma qualcosa di speciale per festeggiare la Pasqua?

“Oggi una famiglia della Torre è venuta a cucinare il pranzo per tutti. Abbiamo fatto un menù diverso proprio in questa occasione e abbiamo mangiato anche la colomba. Un pranzo speciale”.

Come si spiega il valore della Pasqua a persone di culture e religioni diverse?

“Io non rinuncio alla mia identità e quindi non rinuncio a ringraziare il signore per quanto ci dona. Per me è tutta provvidenza quanto i volontari fanno e quanto la gente dona. Noi tutti i giorni ringraziamo per il cibo, non solo per Pasqua. Ringraziamo il signore, alcuni dicono: “Allah”. Ringraziamo anche tutte le persone che lavorano per far sì che tutto questo possa esser fatto”.

Quali sono i principali bisogni, le necessità emotive e spirituali che osservate tra coloro che assistete?

“Per me non è la cosa principale il mangiare anche se siamo una mensa. L’importante è la relazione di fiducia e di amicizia che si crea attraverso il cibo”.

Suor Nevia anche lei avrà una famiglia. Cosa significa per lei passare la Pasqua lontano da casa e dai propri affetti?

“Io tutte le grandi feste le passo in comunità, le passo con i poveri. È una scelta mia, voglio molto bene alla mia famiglia, ci sentiamo e ci vediamo qualche volta. Si sta insieme e ci si racconta, però i poveri adesso sono per me la cosa più importante”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui