La brutta avventura di un gruppo di studenti del Bandini e del Liceo linguistico di Montalcino, sull’isola da un mese per un progetto Erasmus, trattenuti nonostante siano negativi ai test

Ci sono anche una trentina di studenti senesi, dell‘Istituto Bandini e del Liceo Linguistico Lambruschini di Montalcino, fra quelli bloccati a Malta a causa di alcuni casi di positività al coronavirus che sono emersi.

I ragazzi sono arrivati sull’isola il 15 giugno scorso, con un progetto Erasmus di alternanza scuola-lavoro, che prevedeva la permanenza di un mese, facendoli lavorare in bar, ristoranti, ma anche uffici ed altre strutture. Per giovedì scorso, 15 luglio, era fissato il rientro e, come dispongono le attuali norme anti Covid per i viaggi all’estero, due giorni prima della partenza, sono stati sottoposti a tampone rapido. Qui la brutta sorpresa, perchè alcuni di loro sono risultati positivi al virus, facendo scattare i provvedimenti di quarantena per i contatti stretti.

Tutto normale fin qui, se non fosse che vengono trattenuti anche quelli che sono risultati negativi al tampone.

“Nel mio appartamento – racconta Viola, che frequenta il Bandini di Siena – siamo in cinque ragazze. Una di noi martedì scorso, è stata trovata positiva al tampone rapido, ma quando ha fatto quello molecolare due giorni dopo, l’esito è stato negativo. Nonostante questo le autorità maltesi non ci permettono di rientrare in Italia. Dobbiamo rimanere qui, in quarantena, quindici giorni stando a quello che ci hanno detto. Possiamo restare nella casa che abbiamo occupato finora a carico loro, ma dobbiamo ovviamente pagarci da mangiare, oltretutto senza poter uscire a fare la spesa. Le tutor ci hanno fornito dei link per ordinarla online, ma i prezzi sono molto alti, per fortuna conosciamo un’amica esterna e ci facciamo comprare il cibo da lei”.

Carenze di organizzazione a Malta, ma anche nell’assistenza, perchè parlare con la struttura sanitaria dell’isola per avere informazioni è praticamente impossibile. Le ragazze, che non sono ancora riuscite a mettersi in contatto con un medico, per sgombrare ogni dubbio e accelerare il rientro, hanno autonomamente prenotato tutte (anche le quattro che non sono mai risultate positive) un tampone molecolare che è stato programmato per lunedì prossimo. Ci vorranno 24 ore per avere il risultato, ma anche se i test fossero tutti negativi, non è affatto scontato che vengano “liberate” dalla quarantena e fatte finalmente partire.

“Qui nessuno ci spiega come stanno le cose e quello che dobbiamo fare – conferma la ragazza – quello che abbiamo ricevuto finora sono stati telefoni agganciati in faccia. Siamo in contatto costante con i professori che hanno organizzato il viaggio, ma anche loro possono fare poco”.

Intanto il governo maltese, vista la crescita esponenziale dei contagi da Covid, al 90% riguardanti giovani stranieri, ha deciso di chiudere le frontiere a chi non è vaccinato: possono infatti potranno entrare soltanto le persone che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni.

Insomma, quella che doveva essere una bella esperienza di vita per questi ragazzi, rischia di trasformarsi in un incubo.

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