Gli apprezzamenti sessuali espliciti di un professore su una studentessa del Liceo Artistico di Siena e l’intervento dell’Associazione anti violenza Donna Chiama Donna

Dagli apprezzamenti sul fisico fino ai complimenti sull’intelligenza, sono questi i comportamenti che un professore esercitava su alcune studentesse del Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena. I fatti sono stati registrati attraverso un video realizzato e pubblicato nel 2020, registrazioni che mettono in netta evidenza la violenza verbale e psicologia che si celava in espressioni di apprezzamento sessuale esplicito e minaccioso, fenomeno anche noto come catcalling. Solo un anno dopo, uscita dalla scuola, la ragazza insieme ad un gruppo di compagni si è affidata al centro anti violenza Donna Chiama Donna denunciando così gli episodi, ma nulla ancora sembra cambiato all’interno della scuola, il professore infatti continua ad esercitare la sua professione. Adesso però sarà la procura della Repubblica ad occuparsi della vicenda.

“Abbiamo deciso di raccontare gli episodi per sensibilizzare l’opinione pubblica su alcune condotte che non devono ripetersi. L’associazione Donna Chiama Donna – ha detto la vicepresidente l’avv. Rossana Salluce – accoglie infatti tutte le donne vittime di violenza come abbiamo fatto con la studentessa in questione. Anche perché il non parlarne normalizza tali comportamenti”.

Alla fine del 2021 la ragazza, insieme ad alcuni compagni, ha deciso di rivolgersi al centro anti violenza per raccontare i fatti e tramite l’avvocato del’Associazione ha inviato una pec alla Dirigente Scolastica, alla Direzione Regionale e quella Provinciale della Pubblica istruzione. Nella pec del 27 gennaio 2022 corredata da documentazione di supporto, l’associazione spiegava che “il professore aveva comportamenti sessualmente molesti e inadeguati con le studentesse; evidenziava inoltre al di là delle conseguenze penali per il docente, una diretta responsabilità della scuola per non aver protetto i propri allievi e che avesse permesso ad un proprio insegnante di danneggiarli e invitava i destinatari ad assumere le misure per proteggere gli allievi e punire il responsabile”.

Pochi giorni dopo 49 studentesse e studenti del Liceo Duccio Di Buoninsegna hanno scritto a loro volta alla Dirigente scolastica per esporre la situazione e chiedere l’adozione dei provvedimenti. Durante il Consiglio di istituto del 15 febbraio il rappresentante dei genitori che aveva ricevuto copia della lettera inviata dagli studenti, chiedeva chiarimenti in merito, gli veniva risposto che la dirigente non era a conoscenza della lettera, né delle molestie.

La Dirigente ha risposto il 22 febbraio che l’Amministrazione si era fatto carico della segnalazione avviando la necessaria istruttoria e le conseguenti relative azioni”. A più di un mese di distanza la segnalazione è stata trasmessa alla procura della repubblica che effettuerà le indagini di dovere.

“Queste attenzioni – ha spiegato l’operatrice che ha preso in carico da subito la giovane, Katia Bassi– erano cominciate quando la ragazza era minorenne, si trattava di commenti poco adeguati su cosa postava nei social e altro, il fatto è che lei non è stata la sola a subire questi commenti, commenti che oltre ai video sono stati anche documentati da screenshot nel telefono della ragazza”. Parole insidiose come ha sottolineato il legale dell’Associazione e dell’ex studentessa vittima di violenza, Claudia Bini: “Da apprezzamenti sulle gambe, sull’abbigliamento inframezzati a grandi complimenti relativi all’intelligenza, alla classe, alla competenza delle ragazze e quindi insidiosi sotto questo profilo perché ci si può sentire lusingati da comportamenti che invece sono molesti e manipolatori”. Le conseguenze altrettanto gravi “Hanno provocato nella ragazza diversi disagi dall’insicurezza all’insonnia, disturbi dell’alimentazione, problemi di rendimento scolastico e cosi via. Insomma – conclude l’avvocato – adesso quello che ci interessa è che chi è preposto si attivi per proteggere gli studenti e fermare questi comportamenti”.

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