L’ex attaccante bianconero: ”Situazione stadio? La squadra perde tanto. Mi sarebbe piaciuto tornare alla Robur, avrei dato il cuore”

Secondo episodio di STORIE DI ROBUR, il format di Gazzetta di Siena che farà rivivere i momenti più beli della storia del Siena calcio attraverso i racconti e gli aneddoti dei protagonisti. Ospite del secondo episodio è il brasiliano Reginaldo, in bianconero per 4 stagioni, dal 2009 al 2013, con in mezzo l’esperienza in Giappone al Jef United, e tra i protagonisti della promozione in Serie A del 2011. Può vantare circa 500 presenze tra i professionisti in Italia, 102 delle quali con la maglia della Robur, la seconda con cui ne ha fatte di più dopo il Treviso. Attualmente è in forza al Real Casalnuovo, squadra campana che disputa il girone I di Serie D.

”Il primo ricordo che ho del Siena è la felicità che avevo quando sono arrivato, era una società consolidata in Serie A dove mi ha fatto molto piacere venire. Il più bello, invece, è la vittoria del campionato di Serie Volevo portare ai tifosi la gioia di tornare subito in Serie A, è stato bellissimo riuscirci”.Non ha dubbi Reginaldo quando parla dei suoi momenti più belli vissuti a Siena. Tanti ricordi indelebili tra gol e soddisfazioni, personali e di squadra. Ma nei suoi anni in bianconero non ci sono state solo vittorie: ci sono infatti anche dei rimpianti, uno in particolare: ”Mi è dispiaciuto molto quando sono andato in Giappone e non ho potuto giocare la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 2012 contro il Napoli, avevo fatto gol e assist nel 2-1 dell’andata e volevo essere con la squadra per cercare di portarla in finale, purtroppo non è stato possibile”.

”I tifosi non ci hanno mai fatto mancare niente”

Con la maglia della Robur 17 gol in 102 partite, ma il rapporto con Siena e con i senesi va ben oltre dei semplici numeri: ” Quando andavo in campo mi sentivo in dovere di dare qualcosa in più per quei tifosi che ci hanno sempre sostenuto e non ci hanno mai fatto mancare niente – ha ricordato -. Siena mi ha dato tanto, quando ero qui ho avuto la possibilità di andare al Torino o alla Samp, ma ho rifiutato per restare qui. Alla fine sono rimasto per praticamente quattro anni. Quando la Robur era in Lega Pro, nella stagione 19-20, c’erano delle voci riguardanti un mio possibile ritorno, ma alla fine non si fece nulla e firmai con la Reggina. Mi sarebbe piaciuto tornare, avrei dato veramente il cuore”.

Reginaldo: ”Seguo sempre la Robur, spero possa risalire le categorie”

”Ho seguito tutta la situazione del fallimento del Siena – ha confessato Reginaldo – seguo ancora tutto con attenzione. Sono contento che sia primo, adesso spero che possa risalire le categorie perché la Robur è una squadra che deve fare minimo la Serie B. Mi auguro che possa trovare persone che vogliano investire nel calcio che la riportino dove merita di stare. La questione stadio? La squadra perde tanto a non giocare al rastrello. E’ sempre stato uno stadio bello, pieno di tifosi e con un campo in ottime condizioni. Era bello giocare in casa perché si vedeva che chi c’era ci teneva davvero e voleva veramente vedere il Siena più in alto possibile”.

Reginaldo: ”Sono stato fermo per la nascita di mia figlia, non avevo nessun infortunio”

Quella con la Robur è stata la sua ultima esperienza in Serie A . Dopo la Robur, infatti, si è trasferito in Brasile, dove però non tutto è andato come sperato: ”Sono andato a giocare in Brasile al Vasco da Gama, dove avevo prescritto un triennale, ma poi a causa di un problema societario non sono potuto restare. Così ho deciso di rimanere fermo un anno, anche perché era nata mia figlia e volevo vederla crescere. In quel periodo alcuni hanno detto che avevo dei problemi al ginocchio, non era vero, ma alcuni ci hanno creduto: è lì che sono uscito un po’dal giro. Dopo un anno e mezzo fermo sono ripartito dalla Paganese, dove ho fatto 11 gol e mi sono rilanciato. Da lì ho vestito tante maglie tra B e C fino all’anno scorso, quando ho fatto un intervento di pulizia del menisco e mi sono fermato. A quel punto molte società di Serie C non credevano che sarei potuto tornare subito in forma e non mi hanno dato fiducia.

”Al Real Casalnuovo persone stupende. Se andiamo in C mi ritiro”

Chi ha avuto fiducia in Reginaldo è il Real Casalnuovo, squadra campana di Serie D: ”Qui delle persone mi hanno dimostrato che anche se avevo dei piccoli problemi mi davano fiducia e io ho accettato subito di venire – ha spiegato il brasiliano- .All’inizio è stata dura: né io né la squadra avevamo mai fatto la Serie D e l’abbiamo un po’ pagato . Adesso però posso dire che sono molto contento della scelta che ho fatto. Ho trovato persone competenti e bravissime, come non se ne trova spesso nel calcio. L’obiettivo stagionale? Dobbiamo pensare alla salvezza, che sarebbe un risultato importante visto anche il girone in cui siamo. Prima spero di salvarci, poi possiamo anche puntare ai play-off. Ai giovani cerco sempre di dare l’esempio: io sono quello più grande, ma ho anche altri compagni più esperti che mi danno una grossa mano nella gestione dello spogliatoio”.

”Casalnuovo come Picerno? Una delle prime volontà che mi hanno espresso è quella di fare le cose in grande – ha proseguito facendo un parallelo tra la sua ex squadra e quella attuale -. A Picerno sono andato perché credevo nel loro progetto, che poi si è rivelato vincente e abbiamo fatto due volte i play-off in due stagioni, mi sembra un ottimo risultato. Spero di fare qualcosa di importante anche al Real Casalnuovo, poi se riusciamo ad andare in C posso anche pensare di smettere”

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