“Credo in una rinascita della città, ho qualche dubbio sul Biotecnopolo. Ci fanno scontare l’invidia di una Siena che poteva fare tutto da sola”

Nell’aprile 2024 scade il mandato di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia per Stefano Bisi, giornalista e scrittore senese, intervistato da Susanna Guarino nel programma “Le Voci della Città” della Gazzetta di Siena. Un’intervista che ha toccato tantissimi argomenti, dal “groviglio armonioso” alla politica della città, dalla morte di David Rossi al peso della massoneria a Siena, fino a temi più attuali.

“Sono stati dieci anni di esperienze importanti. Talvolta si sopravvaluta l’importanza della comunità massonica storica che è il Grande Oriente d’Italia ma ho avuto il piacere di conoscere tanti fratelli in ogni luogo d’Italia e questo è stato il valore più grande”, dice Stefano Bisi.

E’ tornato a riaffacciarsi alla carta stampata senese dopo dieci anni di assenza “non so se ho ancora la capacità di leggere questa città, ma la passione per il giornalismo è nata con me. Oggi ci sono state tante trasformazioni ma spero che questa città viva una nuova fase di rilancio. Dopo un trauma c’è sempre una rinascita, dopo la notte c’è sempre un’alba”

Sul governo della città commenta: “I governi delle città possono cambiare, quello che noto è che mi sembra che sia un po’ cambiata la testa dei senesi, traumatizzati dal crollo del Monte dei Paschi. Ora c’è bisogno di una rinascita partendo dalle caratteristiche di questa città. Un tempo ci davano noia i turisti, oggi dobbiamo fare accoglienza e far arrivare le persone a Siena. C’è molto da fare sulla mobilità”, e poi rilancia la sua battaglia di poter coprire, meglio dire scoprire, il pavimento del Duomo, coprendolo con vetrate “e poi – prosegue – non riesco a capire come sia possibile che, a chi arriva a Siena, non sia possibile mostrare che cosa è il Palio”.

Stefano Bisi ha poi parlato di aeroporto, di alta velocità “che è una grande opportunità”, e naturalmente del “groviglio armonioso” che anche se in modo diverso la città deve ritrovare “perché era spirito civico”.

Ha poi parlato dell’amicizia con Giuseppe Mussari, della vicenda di David Rossi, dell’esclusione di Emanuele Montomoli dalla competizione elettorale con i partiti del centrodestra ed ha ricordato Lello Ginanneschi e Stefano Bellaveglia.

Sul Santa Maria della Scala ha commentato “speriamo che il Leone ruggisca” mentre ha espresso dubbi sul futuro del Biotecnopolo “non vorrei che il peso di Siena nel panorama sia diminuito perché alla città viene fatto pagare il fatto che per anni non abbia avuto bisogno di nessuno, e fosse autosufficiente. Un0inv iddia per quello che eravamo e che adesso non siamo più. Non dipende da chi guida la città, ma una vendetta”.

Sulla massoneria ha spiegato che ci sono ancora molti giovani che si avvicinano, ma che si tratta di una leggenda quella che la massoneria abbia condizionato le scelte della città. Sul futuro della città è ottimista: “Ci sono persone e risorse per poter far bene. Siena deve crederci”.

Nel video l’intervista completa.

Penna e cuore, dal 1991. Credo nella potenza delle parole, unica arma di cui non potrei mai fare a meno. Finisco a scrivere sui giornali un po' per caso, ma è quella casualità che alla fine diventa 'casa' e ho finito per arredarla a mio gusto. Sono esattamente dove vorrei essere. Ovvero, ovunque ci sia qualcuno disposto a leggermi.

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