Una chiusura che ha compiuto ufficialmente il secondo anno e che ha creato molti disagi per la frazione di Poggibonsi

Avere la principale viabilità di ingresso interrotta, per un paese (non chiamatelo borgo) come Staggia Senese, significa non solo disagi, ma anche importanti danni economici per le attività, e quindi per i cittadini residenti.

Era il 25 settembre del 2021 quando il ponte fu chiuso per motivi di sicurezza, con deviazione del traffico su tratti ben più lunghi e impegnativi. E pure le alternative, salire a Lecchi oppure passare da Colle Sud, hanno avuto in questi mesi, momenti di interruzioni o disagi non da poco. Quest’estate infatti arrivare a Staggia era diventata un’impresa.

Non essendo più sicuro né probabilmente recuperabile, dopo circa un anno dalla chiusura, il ponte fu demolito nel settembre dell’anno scorso, ma ad un altro anno di distanza Staggia rimane ancora un luogo di difficile accesso.

Qualcuno ha sottolineato che a Genova il grande ponte Morandi fu ricostruito in 12 mesi, mentre qui siamo ancora all’anno zero. Se su Genova si poteva contare sulla possibilità concessa di semplificazioni burocratiche ad hoc, molti abitanti di Staggia confidavano nel fatto che essendo diventato il sindaco di Poggibonsi anche Presidente della Provincia, ente preposto alla ricostruzione, i tempi si sarebbero fatti più celeri.

Invece niente di tutto questo, con le piccole attività locali, la cui economia è già fragile, che rischiano la chiusura. Il fatto che la Regione avesse stanziato ben 10 milioni per il ponte sulla SR2 aveva fatto sperare bene, in una gara che sarebbe potuta esser già uscita.

Eppure oggi realizzare un ponte di circa 150 metri, a due corsie, non è più un’opera titanica, e questo è un motivo per cui gli abitanti di Staggia si sentono sempre più distanti dal capoluogo di Poggibonsi.

“Siamo stati dimenticati” ha detto a più riprese un signore presente al bar vicino alla Misericordia, esprimendo forse quello che è il sentimento di molti residenti.

Nella speranza che per il nuovo ponte non si debba attendere…fino al settembre 2024.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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