L’intervento del Gruppo consiliare del Partito Democratico

“Se la città tiene al Siena calcio è arrivato il momento che si interroghi seriamente sulla questione di fondo: è il Comune che deve pensare alla ristrutturazione dello stadio, affidando al privato solo la gestione della squadra; oppure, lo stadio va ceduto con la gara insieme alla gestione della squadra? Su questo tema ci interroghiamo anche noi, perché ci pare che piccarsi che chi viene a gestire la prima squadra di Siena debba anche manutenere e migliorare lo stadio continua a produrre frustrazione, invece di passione e divertimento”. Così il Gruppo consiliare del Pd interviene sul futuro dello stadio Franchi.

“Quasi tutti i principali stadi di calcio italiani, diversamente da quanto avviene in Europa, sono di proprietà pubblica e le squadre che vi giocano regolarmente risultano affittuarie o comunque concessionarie. Un tempo i comuni svolgevano un ruolo centrale per il progetto, la costruzione, il finanziamento e la gestione di stadi, ma oggi siamo in un quadro di risorse pubbliche sempre più scarse”.

“A Siena da anni la pretesa di legare  la gestione della squadra e la  concessione dello stadio con la sua ristrutturazione ha reso difficile sia la gestione della prima che la manutenzione del secondo. Evidentemente – prosegue il comunicato a mezzo stampa -, è difficile la sostenibilità economica delle due attività in capo al privato, mantenendo lo stadio pubblico. Oggi, alla luce della grave crisi in cui versa il pallone nostrano, soprattutto a livello di categorie inferiori in cui naviga anche il Siena, non ci sono larghi margini di manovra. Ne sono riprova le tensioni economiche che si ripetono ogni anno”.

“Perciò ora le domande sono tre:

1- è possibile sviluppare un progetto (in mano e nel destino della città) che possa portare vantaggi anche alla società calcistica, che deve rimanere nella responsabilità dell’imprenditore, cui spetta il compito della sostenibilità della gestione a prescindere da tutto il resto?

2- potrebbe essere una soluzione prevedere e agevolare l’ingresso di capitali privati, nella chiarezza che il delicato contesto urbano del Rastrello va rispettato e valorizzato con una rigenerazione seria?

3- oppure, si fa un sacrificio, perché tutto nella vita non c’entra, e alla ristrutturazione e all’adeguamento sismico dello stadio ci pensa il Comune?”

“Certo è che dobbiamo provare una strada più solida per la prima squadra cittadina, che poi potrebbe essere un motore per tutte le altre attività sportive collegate. Lo dobbiamo fare per la storia del calcio senese, per i tifosi e la nostra Città, consapevoli che la materia è complicata e che non c’è una scelta che accontenta tutti” conclude.

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