L’attuale primo cittadino si ricandiderà per il terzo mandato amministrativo

Dopo il via libera, da parte del Governo Meloni, al terzo mandato, alcuni sindaci, attualmente al loro secondo mandato da primo cittadino, hanno annunciato la loro ricandidatura. Tra questi anche Giuseppe Gugliotti a Sovicille, che sfiderà Michela Guerrini, candidata per una lista civica di opposizione. La Gazzetta ha raggiunto Gugliotti per alcune domande.

Nella zona di Barontoli si sono verificati dei furti nelle abitazioni negli ultimi giorni. Da più parti si invoca la videosorveglianza ed il controllo di vicinato. Qual è la sua posizione in merito? 

L’implementazione della videosorveglianza in diverse aree del territorio comunale, fra le quali Carpineto e Barontoli, è già progettata e finanziata e nelle prossime settimane sarà concretizzata.  Parlo di implementazione perché in questi anni la rete di telecamere, contestuali e di lettura targhe, installata dal Consorzio Terrecablate – una rete di punti in stretta connessione fra loro nell’intera Provincia di Siena – è stata costantemente infittita e progressivamente collegata alle sedi di tutte le Forze dell’Ordine. Il cosiddetto “controllo di vicinato”, introdotto dalla Legge Regionale 11 del 2020 è una pratica relativamente nuova, della quale dobbiamo capire meglio i contorni, le potenzialità e le modalità di possibile attuazione, che certamente non può prescindere dalla collaborazione e dalla condivisione con la popolazione. Da ultimo vorrei sottolineare che, comunque, i passaggi dei carabinieri sul territorio, sia a scopo dissuasivo che per indagini e verifiche, si sono negli ultimi tempi intensificati. A quanto ne so, anche le indagini stanno procedendo.

Sarebbe disponibile ad incontrare i cittadini per affrontare la tematica?

Certamente. Come sempre ho e abbiamo fatto. Ho incontrato singolarmente alcuni cittadini che mi hanno chiamato; con altri ho parlato telefonicamente. Sono, in prima persona, e siamo – insieme agli altri Amministratori, ai carabinieri e agli agenti di Polizia Locale, che ringrazio per il loro impegno e la loro vicinanza – a disposizione anche per incontri pubblici.

Cambiando argomento, come stanno reagendo i cittadini alla riorganizzazione del servizio di raccolta rifiuti?

Ogni cambiamento produce incertezza e anche un po’ di preoccupazione. La raccolta dei rifiuti è, poi, un servizio particolarmente sensibile, che tocca il nostro quotidiano per quello che riguarda la puntualità e la frequenza del ritiro, il decoro urbano, la possibilità di contribuire alla sostenibilità ambientale attraverso l’incremento della qualità e della quantità della raccolta differenziata e, su quest’ultimo punto – voglio sottolinearlo – la cittadinanza di Sovicille ha mostrato in questi anni sensibilità e grande collaborazione. Come ho ricordato anche nel corso delle assemblee, poi, tutto è continuamente perfettibile e un sistema che cambia ha necessità di un certo tempo per trovare il suo assestamento. Lo dico perché le critiche che inevitabilmente ci sono e ci saranno possono contribuire – quando non scadono nella polemica sterile – a produrre miglioramento, segnalando problematiche inizialmente non considerate o circostanze valutate in maniera incompleta.

In un momento di proteste contro le politiche europee sull’agricoltura, come si inserisce la proposta dei comuni di Sovicille, Chiusdino, Monteroni, Monticiano, Murlo, Radicondoli del “Distretto Biologico”?

La protesta degli agricoltori, indirizzata all’Europa come ai governi nazionali, esprime un disagio che non può essere né ignorato, né sottovalutato. In pratica, i coltivatori ricordano che la transizione ecologica, cui nessuno si sottrae, deve trovare adeguate compensazioni senza lasciare indietro nessuno. Ma se tutti condividiamo che la sostenibilità sia un bene comune essenziale sul quale non si può transigere, adottare – insieme – approcci di produzione e di consumo orientati a garantire e a rafforzare la sostenibilità ambientale, economica e sociale, come si propone di fare il Distretto Biologico, mi pare che sia una opportunità offerta a tutta la comunità, in primis agli agricoltori e agli allevatori. E’ un modo per accompagnare i cambiamenti con una visione di futuro.

Qual è la situazione di Ampugnano? Nel 2021 aveva esternato la volontà di riappropriarsi dell’area per realizzarvi un grande parco sportivo. E’ sempre di quell’idea?

Certo. Credo che sia doveroso, oltrechè rispettoso dei territori, trasferire il sedime degli aeroporti non strategici per la mobilità nazionale e internazionale, alle Regioni in modo che queste, insieme agli Enti Locali, ne decidano la destinazione. Nel nostro caso, superare la destinazione aeroportuale per restituire lo spazio ad una fruizione diffusa e a scopi più consoni sarebbe, a mio avviso, un passo avanti decisivo. L’idea del parco sportivo genererebbe uno sviluppo virtuoso e sostenibile di straordinario valore.

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