Un gruppo di ricercatori si è unito per studiare il sottosuolo della città

“Sotto Siena” è un progetto congiunto di alta formazione finanziato dalla Regione Toscana e cofinanziato dall’Università, dalla Fondazione Mps, Geostudi Astier (Livorno), Ldp progetti gis (Siena) e Ats. L’obiettivo è la realizzazione di un webGis 3D archeologico di Siena sotterranea.

Nell’ambito del progetto sono stati attivati due assegni di ricerca: il primo prevede la raccolta di tutti i dati, editi e inediti, che riguardano le ricerche di archeologia urbana svolte all’interno delle mura cittadine, con la realizzazione di nuovi rilievi georadar che permetteranno di individuare le strutture sepolte. Il secondo prevede, invece, la realizzazione e l’implementazione di una piattaforma webGis 3D (un Sistema Informativo Territoriale) contenente la mappatura di tutte le strutture archeologiche individuate in 2D e 3D. Gli assegni di ricerca sono finanziati con le risorse del Por Fse Toscana e rientrano nell’ambito di Giovanisì (www.giovanisi.it), il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.

“E’ un progetto – afferma il professore Stefano Campana, professore all’Università di Siena – che coinvolge la Regione Toscana, la Sovrintendenza, l’Università, alcune ditte del territorio e il comune, che svolge un ruolo fondamentale. Stiamo studiando il sottosuolo della città di Siena, da un punto di vista archeologico, e l’obiettivo è quello di raccogliere tutte le informazioni che sono state acquisite nel corso del tempo. Tutti i ritrovamenti pregressi vengono messi in pianta in modo tale da essere accessibili anche per eventuali lavori futuri all’interno della città. Utilizziamo un sistema radar che consente di scansionare il sottosuolo e acquisire informazioni senza interventi di tipo distruttivo“.

Il progetto Sotto Siena si prefigge di raccogliere e valorizzare tutte queste informazioni e di costruire uno strumento utile sia ai fini della tutela del patrimonio cittadino, sia alla valorizzazione di esso. I metodi utilizzati non sono invasivi e permettono l’individuazione di strutture sepolte senza l’intervento dello scavo archeologico.

“Una delle ragioni che ha determinato – sostiene Jacopo Tabolli, funzionario della Soprintendenza – la buona riuscita del nostro progetto è che il potenziale archeologico di Siena non è ancora molto conosciuto. I centri storici delle altre città nel corso degli anni hanno visto grandi stagioni di archeologia urbana; Siena da questo punto di vista è ancora tutta da scoprire perché a parte la Siena medievale, che forse è quella più conosciuta, sappiamo ben poco della Siena romana, etrusca e dell’età del bronzo. Vogliamo conoscere questa enorme risorsa che la città non sa di avere creando una narrazione che permette di progettare qualsiasi azione futura. Con le nostre ricerche potremo avere una cartografia tridimensionale del sottosuolo, una cosa piuttosto unica. “Sotto Siena” perché l’idea è proprio quella di proiettare Siena nel futuro conoscendo più dettagliatamente le proprie radici storiche”.

Lorenzo Vullo
Sono Lorenzo Vullo, un ragazzo di 23 anni, nato a Siena e laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali. Mi piace lo sport, la cultura, la politica e ho molto interesse per le nuove forme di comunicazione. Nel mio breve percorso lavorativo ho uno stage presso la redazione giornalistica di Radio SienaTV.

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