Il minuto di silenzio per Siniša Mihajlović prima del fischio d'inizio

La squadra di Bonuccelli pareggia col Grosseto e mantiene il +5 dall’Arezzo

PIANESE – GROSSETO 1-1
Reti: st 4′ Cesaroni, 28′ Marino

Pianese: Balli; Morelli, Kondaj (12′ st Lepri), Simeoni, Lopez, Gagliardi (21′ pt Pinto), Grifoni (23′ st Mugelli), Marino, Kouko (31′ st Modic), Rinaldini, Menga (23′ st Pandimiglio). A disp. Ricco, Irace, Guadalupo, Polidori. All. Vitaliano Bonuccelli
Grosseto: Cirillo, Crivellaro, Bruno, Martino, Ciolli, Cipolletta, Battistoni, Cretella (31′ st Carannante), Gomes (40′ st Pasciuti), Aleksic (18′ st Tripicchio), Cesaroni (34′ st Rotondo). A disp. Di Bonito, Passalacqua, Veronesi, Pasciuti, Ferrante, Scaffidi. All. Andrea Liguori
Arbitro: Federico Muccignato di Pordenone (Munitello-Della Mea)
Note: angoli 2-3. Ammonito Cipolletta, Rinaldini, Aleksic, Cretella. Al 43′ pt espulso il preparatore atletico Chinè (P) per proteste. Recupero: pt 1′, st 5′

Il pareggio più dolce della stagione della Pianese. I bianconeri vengono fermati dal Grosseto sull’1-1 in quella che, malgrado la vicinanza logistica tra i due comuni, era una prima volta in Serie D. In un clima gradevole (per essere a metà dicembre su una montagna, s’intende) e con una cornice di pubblico che ricorda i nefasti della trionfale cavalcata in Serie C di qualche anno fa, gli amiatini hanno subito il gol del vantaggio e lo schernimento del suo autore per poi rialzarsi grazie al macina-chilometri Marino, che ha dispetto del nome ha trovato il suo habitat naturale alle pendici di un vulcano. Bonuccelli, che già da ieri era matematicamente campione d’inverno, avrebbe sicuramente preferito portarsi a casa la vittoria, ma l’aver mantenuto il +5 sull’Arezzo è stata comunque roba da masterclass sportiva.

Per il primo quarto d’ora l’unica cosa a distinguersi è il tamburo dei tifosi grossetani, giunti in almeno 150 con un pullman gratuito messo a disposizione dalla società del Grifone. Al 18′ un gioco di prestigio nello stretto – anzi, strettissimo – di Menga libera Rinaldini, che effettua di destro un traversone a mille all’ora: Kouko, per un soffio, non impatta con la sfera. Tre minuti dopo Gagliardi, che qualche istante prima aveva preso la classica saccagnata da Aleksic, esce infortunato per Pinto. Il Grosseto gioca bene e probabilmente non merita la posizione in classifica che attualmente ricopre. È però la Pianese ad andare più volte vicina al vantaggio: prima con un tiro di Menga che finisce alto; poi con Rinaldini, al termine di un uno-due con Kouko, che finisce con lo stesso esito; infine con Kouko, il cui tap-in non inquadra la porta. Il massimo con cui riesce a rispondere il Grosseto è un tiro strozzato di Gomes a velocità moviola, seguito da un mancino di Aleksic che invece fa la barba al palo. Per il resto del tempo la direzione di gara lascia abbastanza a desiderare, ma la prima frazione si conclude comunque a reti bianche.

Inizio thrilling del secondo tempo. Con Pinto a terra per un colpo alla testa, Simeoni perde palla ingenuamente a centrocampo e dà il via al contropiede biancorosso. Cretella d’esterno serve Cesaroni completamente solo (vista la non-marcatura del povero Pinto) e con un siluro sul primo palo fredda Balli. L’esultanza del numero 11, sotto la tifoseria locale, viene presa bene solo dall’arbitro, che incredibilmente non lo ammonisce. È l’inizio di un quarto d’ora terribile per l’arbitro Muccignato che, da una parte e dall’altra, non azzecca più niente. L’occasione buona per il pareggio bianconero capita da calcio da fermo a Rinaldini, che colpevolmente manda sopra la traversa. Il Grosseto risponde con una conclusione di Tripicchio sporcata da Pinto che per poco non frega Balli. Dalla parte opposta, Lepri fa il solletico a Cirillo con un tiro a giro centrale e semplice da bloccare. L’ingresso dell’ultimo arrivato Mugelli spacca la partita: mancano due Minuit alla mezz’ora quando l’ex Follonica Gavorrano ubriaca mezza difesa grossetana e serve Rinaldini, che a sua volta vede a rimorchio l’onnipresente Marino: il classe ’95, in caduta, calcia nell’angolino basso dove nemmeno la punta del dito indice di Cirillo, spinto dalla volontà divina, può arrivare. La Pianese é galvanizzata ma il Grosseto è propositivo: Tripicchio al volo costringe Balli all’intervento in due tempi.

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