Luca Barabuffi, Mattia Zanchi e Simone Biagi raccontano il loro incontro con Roberto Baggio

Quasi 700 km per incontrare l’idolo di una vita, Roberto Baggio. E’ la storia di tre ragazzi senesi che condividono da sempre la passione per il calcio e il mito per questo fenomenale calciatore. Roberto Baggio è stato uno degli ultimi palloni d’oro italiani e forse è colui che più di tutti è stato amato dal pubblico calcistico italiano. Luca Barabuffi, Mattia Zanchi e Simone Biagi sono partiti da Siena, senza nessuna certezza, ma con la volontà di incontrarlo.

“E’ nato tutto una sera a cena, ci è venuta questa folle idea – affermano i tre senesi – e sabato 9 Ottobre abbiamo deciso di fare questa pazzia: partire da Siena e arrivare fino a casa sua, a Vicenza. Il rischio di non trovarlo e tornare a mani vuote era alto, ma si vive una volta sola e abbiamo deciso di correre questo rischio. Baggio è il nostro idolo da sempre; ci hanno fatto innamorare di lui le sue gesta con la nazionale, con il Brescia e la sua storia personale fatta di alti e bassi contornata da grandi infortuni e inimmaginabili riprese. Da ragazzi giocavamo fra di noi cercando di imitarlo e facendo finta di avere il codino; il suo simbolo per eccellenza. In macchina mentre si viaggiava verso Vicenza eravamo tesissimi. Sapendo che Roberto va spesso a caccia ci eravamo dati un tempo massimo; alle sette saremmo ripartiti. Cinque minuti alle sette, dopo sei ore che eravamo ad aspettarlo fuori casa sua, incredibilmente, è arrivato. Si è scusato per l’attesa ed è stato disponibilissimo per foto e autografi. Sono stati i 10 minuti più intensi della nostra vita, non capivamo niente. E’ una persona speciale sia dentro che fuori dal campo”.

Roberto Baggio con le sue giocate ha incantato il pubblico di tantissime squadre: Fiorentina, Juventus, Milan, Inter, Bologna e Brescia. Ha avuto però anche tanta sfortuna e molte volte si è dovuto operare per diversi infortuni alle ginocchia. Da poco anche un gigante come Netflix ha deciso di dedicargli un’intera serie; questo fa capire quanto è stato influente nel nostro paese. Ha smosso folle intere e, nell’epoca moderna, solo Francesco Totti, forse, a livello calcistico, è riuscito riscuotere tanto successo come Baggio. Un paragone che i critici calcistici si pongono ormai da diversi anni: chi era meglio, Totti o Baggio?

“Noi siamo di parte, ma sono due campioni – continuano i tre ragazzi – assoluti. Due giocatori che hanno unito tantissimi tifosi anche non delle squadre dove hanno giocato. Questa è la cosa che più li caratterizza. Tante persone si sono affezionate sia a Baggio che a Totti per le persone che sono; non solo per le qualità calcistiche. Roberto, per come lo abbiamo visto noi, è un uomo veramente semplice che non ha stravolto la sua vita una volta raggiunta la popolarità mondiale. I calciatori di oggi sono diversi; non sarebbe paragonabile a nessuno. La serie Netflix si concentra proprio su questo aspetto, racconta quello che Baggio ha passato, gli infortuni e evidenzia il lato umano”.

Sono Lorenzo Vullo, un ragazzo di 23 anni, nato a Siena e laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali. Mi piace lo sport, la cultura, la politica e ho molto interesse per le nuove forme di comunicazione. Nel mio breve percorso lavorativo ho uno stage presso la redazione giornalistica di Radio SienaTV.

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