Il presidente della Confesercenti provinciale di Siena, Leonardo Nannizzi spiega i suoi dubbi sull’eventuale ritorno allo smart working: “Senza turisti, togliere la movimentazione dei lavoratori sarebbe grave”

Quello dello smart working è un tema che sta facendo discutere molto per quanto riguarda l’eventualità di un ritorno a questa modalità già in autunno. Ad esprimersi su questa possibilità sono già stati i bar e ristoranti della città in disappunto con quest’ipotesi dato il sicuro calo dei clienti abituali ma anche dei disagi scatenati dall’assenza di personale. Ne fa il punto della situazione Leonardo Nannizzi, presidente della Confesercenti provinciale di Siena.

Nell’attuale situazione di forte incertezza, Nannizzi si augura che non ci sia questo “ritorno di fiamma” – cosi si riferisce alla possibile ricomparsa di questa modalità lavorativa – ed aggiunge: “In un momento in cui i locali soffrono la mancanza di turismo e molti non possono permettersi di spendere a causa di stipendio ridotto o cassa integrazione mai percepita, limitare la movimentazione al lavoratore interromperebbe quel flusso di persone che quotidianamente si fermano a prendere un caffè nei bar oppure a fare la pausa pranzo”.

Una situazione questa, che andrebbe ulteriormente a complicare la precaria fase economica che stiamo attraversando. Come lo stesso Nannizzi fa notare, la crisi che è già di per se già fortemente depressa rischia di diventare “un’emorragia irreversibile“.

La stessa Confesercenti di Siena si era espressa in merito attraverso le parole del direttore Valter Fucecchi, con un duro attacco alla proposta di estendere la modalità lavorativa in smart working. Infatti, la mancanza di persone negli abituali contesti lavorativi, avrebbe pesanti ripercussioni sul tessuto economico e sociale cittadino quasi in maniera irreversibile.

L’intervista a Leonardo Nannizzi.

Le parole di Leonardo Nannizzi di Confesercenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui