L’assessore all’Università del Comune di Siena Paolo Benini, entra nel merito della questione dei posti mancanti nelle residenze universitarie senesi

“Gli studenti, naturalmente e strumentalmente, chiamano in causa il Comune, che non si capisce bene che cosa c’entri” inizia così Paolo Benini, assessore all’Università, interrogato circa il suo parere sulla futura (ma non così lontana) mancanza di posti letto nelle residenze universitarie senesi. Si riferisce all’appello lanciato dall’associazione studentesca Cravos, che insieme all’azienda regionale del Diritto allo Studio Universitario (DSU) sta chiedendo al Comune di intervenire con soluzioni per alloggiare i trecentocinquanta studenti borsisti che a causa di lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza degli stabili si troveranno senza posto letto a settembre.

Nei suoi appelli, Cravos ci tiene a precisare che, pur essendo quello della mancanza di posti letto dovuta alle ristrutturazioni degli edifici del DSU un problema di portata regionale, le amministrazioni di Pisa e Firenze si sono adoperate per dare una mano nel trovare soluzioni, e punta il dito contro il Comune di Siena.

Benini dal canto suo crede che: “Al DSU si sono trovati, attraverso una politica lenta (probabilmente anche aggravata dal Covid), dopo due anni passati a ballare in questa storia, in una situazione in cui improvvisamente devono fare tutta una serie di ristrutturazioni e gli mancano trecentocinquanta posti. Il DSU non deve cercare di coprire le sue inefficienze attribuendo responsabilità ad altri, è stato carente in tantissime altre situazioni, ed è una cosa di cui, eventualmente deve occuparsi maggiormente il Rettore dell’Università di Siena, visto che si tratta del primo Ateneo in Italia”.

La buona notizia è che il DSU ha chiarito alla stampa locale che è riuscito a reperire molti alloggi tramite delle soluzioni esterne, e che quindi sarebbero solo ottantotto i posti letto ancora mancanti per settembre. Inoltre, giovedì DSU e amministrazione s’incontreranno, come annunciato pubblicamente da Benini con un post, in una riunione in cui sarà valutata la pertinenza in termini temporali e amministrativi, delle richieste fatte dal DSU al Comune. “Ma – precisa l’assessore – questa è una questione essenzialmente burocratica, che non ha niente a che fare con la ricerca di trecentocinquanta posti letto mancanti. Comunque, non penso che il Comune non rinnoverà gli affitti al DSU e non è in discussione il fatto che il DSU non vedrà riconosciuto l’investimento che fa negli stabili del Comune”.

Benini ci tiene però a far sapere che: “Io sono l’assessore all’Università e non mi risulta d’essere stato contattato da nessuno. Quando l’Università ci ha sollecitato sul reperimento di spazi, come nel caso del Covid, il Comune si è fatto in quattro ed ha reso disponibili moltissime soluzioni. Quando siamo stati sollecitati e quando abbiamo potuto, abbiamo risposto in maniera assolutamente adeguata. Non ho visto un plauso però nel caso di queste iniziative in cui il Comune si è adoperato. Nel caso dei trecentocinquanta posti io non sono stato sollecitato, ma francamente dubito, che anche laddove io fossi sollecitato, si possa pensare che noi abbiamo trecentocinquanta posti disponibili”.

Sono una giovane studentessa della facoltà magistrale di Lettere, maremmana di nascita, ho lasciato l'Argentario da quattro anni per vivere e studiare a Siena. Mi interesso di politica, ambiente e attualità, con il proposito di capire e raccontare la cronaca di un territorio tanto antico e ricco di storia quanto vivo e vitale come quello senese.

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