Il membro del consiglio generale del Partito Radicale ha inviato una lettera aperta: “No al Referendum”

Giulia Simi scrive ai cittadini senesi per la creazione del Comitato del no al taglio dei parlamentari in vista del referendum del 20 e 21 settembre. Il membro del consiglio generale del Partito Radicale ha inviato una lettera aperta.

“Cara cittadina e caro cittadino – scrive – Il 20 e 21 settembre gli italiani siamo chiamati alle urne – in coincidenza con le elezioni amministrative e regionali – per esprimerci sul referendum che propone di modificare alcuni articoli della Costituzione al fine di ridurre il numero dei parlamentari: da 630 a 400 alla Camera dei Deputati, da 315 a 200 al Senato. Siamo realmente informati su questo referendum?

Temo di no, anzi ho il forte dubbio che alcuni cittadini nemmeno sappiano che si voterà per il referendum costituzionale.

Per questo penso sia molto importante costituire a Siena un Comitato del no al taglio dei parlamentari non solo per spiegare le nostre ragioni del no ai cittadini senesi ma avere anche l’opportunità di incontri con chi invece sostiene il sì al taglio dei parlamentari, veri approfondimenti.

Bisognerebbe appunto partire dalle parole di Einaudi: “conoscere per deliberare”

Perché votare no? Sono molti i motivi, ne elenchiamo alcuni, sperando che poi la stampa e i media senesi possano creare occasioni di approfondimento.

Si era detto che con questo taglio lineare si sarebbe risparmiato 500 milioni a legislatura, mentre secondo Osservatorio dei conti pubblici italiani di Carlo Cottarelli è di 285 milioni a legislatura, pari appena lo 0,007 per cento della spesa pubblica. Il risparmio sarebbe di 57 milioni l’anno che vorrebbe dire che ogni cittadino risparmierebbe all’incirca il costo di un caffè all’anno. Non dimentichiamo che stiamo parlando della nostra democrazia. Si dice che con questo taglio si aumenta efficienza del nostro Parlamento. Non si capisce quale sarebbe la logica sottostante che lega qualità con quantità, o viceversa. Si avranno collegi molto più grandi che comporterà spese elettorali maggiori che pochi potranno permettersi.


Molti territori non saranno rappresentanti così come spariranno del tutto i partiti minori.


Infine bisogna fare attenzione quando si confronta il nostro Parlamento con Parlamenti di altri Paesi perché spesso il confronto è impossibile. Basta pensare ad esempio che la Germania è una Repubblica parlamentare federale, l’Italia una Repubblica parlamentare e gli Stati Uniti uno Stato federale presidenziale. I dati bisogna essere capace di usarli.

  1. Caro cittadino per tutti queste ragione le chiedo se è d’accordo a costituire con me il Comitato per il no al taglio dei parlamentari il cui fine primario è rendere consapevole i cittadini delle modifiche e degli effetti di queste che si produrranno nel funzionamento dell’Istituzioni con il taglio dei parlamentari.

Le lascio la mia email per contattarmi: giulia.simi@libero.it“.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui