Sei fotografi senesi raccontano i luoghi e le abitudini scelte dagli innamorati nel giorno del fatidico sì

San Valentino è la festa degli innamorati e non c’è nessuno più innamorato di una coppia di giovani sposi. Il giorno del matrimonio è la più alta celebrazione dell’amore e spetta ai fotografi immortalare per sempre le emozioni di due persone che convolano a nozze. I fotografi sono in un certo senso i maggiori esperti delle cerimonie nuziali, in quanto sono una parte fondamentale di esse. Chi meglio di loro può conoscere le abitudini di chi sale all’altare nel territorio senese?

Attraverso le loro testimonianze è possibile ricostruire un quadro preciso di quelli che sono i luoghi più gettonati per sposarsi. All’interno del Comune di Siena riscuote grande successo Le Volte di Vicobello o anche Villa Nannini, mentre in provincia – tra la Valdelsa, le Crete Senesi, il Chianti e la Valdorcia – spiccano la Tenuta di Papena, la Tenuta di Bichi Borghesi, il Granaio di Montaperti, Borgo San Luigi, Borgo Casato, la Fattoria Paterno e tanti altri ancora.

In generale però emerge un forte legame con il territorio da parte dei senesi: “Il rapporto con il territorio è molto importante, soprattutto con la città intesa come centro storico – afferma il fotografo Andrea Sampoli -. Le coppie senesi sono legate da un senso di appartenenza a luoghi specifici. Ma la costante è il legame con le loro origini sulle lastre. La Contrada è sempre presente, anche attraverso dei simboli”.

Sul territorio è molto diffuso anche il fenomeno del “destination wedding”, ovvero degli stranieri che scelgono di sposarsi all’estero, in questo caso in Toscana, per la bellezza dei suoi paesaggi, come ad esempio in Val d’Orcia, dove lavora spesso Gabriele Forti: “E’ uno dei posti in cui avvengono più matrimoni al mondo – spiega il fotografo -. La Chiesa di Vitaleta e i giardini la Foce sono gettonatissimi. Tutti vogliono una foto con lo sfondo di Poggio Covili, la strada con cipressi di Bagno Vignoni”.

(Foto di Andrea Sampoli, così come quella in evidenza e a sinistra)

All’appello non mancano poi i matrimoni intimi, i cosiddetti “elopement”, con pochissime persone tra gli invitati: “In questo caso vengono scelti molto spesso i ristoranti del centro città – spiega la fotografa Alessia Bruchi -. Sono dei mini matrimoni con i parenti più stretti, una cosa molto più tranquilla senza ricevimento e senza animazione. In genere lo fanno spesso le persone più grandi, i giovani invece puntano sulla superfesta“.

Tra le usanze più diffuse c’è poi il “pre-wedding”, ovvero il servizio fotografico che precede il giorno delle nozze. Una serie di scatti sempre più richiesti sia per gli sposi che per i fotografi, poiché aiuta a rompere il ghiaccio: “Noto una certa differenza tra quando lo faccio e non lo faccio – spiega ancora Alessia Bruchi -. Permette di instaurare un’empatia con la coppia, in particolare con lo sposo. Le spose sono più a loro agio, gli sposi hanno bisogno di sciogliersi“.

(Alcuni scatti di pre-wedding a cura di Alessia Bruchi)

E’ insomma una specie di allenamento che può essere utile a entrambe le parti: “Serve a preparare gli sposi al giorno del matrimonio – spiega il fotografo Gianfranco Bernardo -. Il giorno del matrimonio gli sposi sono imbarazzati, soprattutto quelli che sono meno abituati a farsi fotografare. Uso il pre-wedding come momento di formazione, così gli sposi sanno già cosa chiederò al momento dello shooting“. Anche se secondo la fotografa Giulia Brogi “fare il pre-wedding non è ancora così frequente come si pensa, potrebbe prendere piede con ancora più decisione”.

Oltre a essere il giorno più importante della vita di due persone che decidono di pronunciare il fatidico sì, i matrimoni costituiscono tra l’altro una delle entrate più redditizie per i fotografi, anche se però non mancano i ritratti, le foto ai bambini, le feste di compleanno, le cresime e le comunioni. E ovviamente il Palio, come racconta il fotografo Marco Donati, che ultimamente si sta dedicando sempre meno ai matrimoni: “Sono ancora un’attività importante – afferma -, ma almeno per me sono calati molto. Il Palio ti permette di raccontare tutto quello che c’è dietro, dalle prove fino alla corsa”. Raccontare i giorni della Festa è sicuramente una grande emozione, alla pari di immortalare due persone che scelgono di amarsi per tutta la vita.

(Foto di Alessia Bruchi)

(foto di Gianfranco Bernardo)

Vincenzo Battaglia
Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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