“Abbiamo avuto una partenza molto particolare, i tifosi devono avere pazienza. Sabato sugli spalti ci sarà uno striscione a sorpresa”

In casa Robur la sconfitta contro la Lucchese di domenica scorsa ha fatto molto male a tutto l’ambiente ed ha fatto venire meno qualche certezza consolidata nella bella vittoria contro l’Olbia. Tuttavia, i bianconeri occupano ancora una buona posizione in classifica e avranno subito l’occasione per riscattarsi nel derby di sabato prossimo al Franchi contro il Grosseto, non è quindi il momento di farsi prendere dal panico. Lo sa bene uno dei collaborati di mister Maddaloni, Paolo Negro, un personaggio che ha una certa esperienza nel mondo del calcio e nell’ambiente bianconero. Lo abbiamo quindi intervistato per sapere il suo punto di vista sulla situazione della squadra e per farci raccontare come procede il suo lavoro all’Acquacalda.

Cosa non ha funzionato a Lucca?

“Ho un’opinione diversa rispetto a quello che ho letto e sentito. Secondo me abbiamo fatto una buona partita, giocando un ottimo primo tempo, con qualche giocata interessante. Nella ripresa loro hanno trovato quel gol improvviso e ci siamo persi un po’ lì. Ma poi siamo ripartiti e abbiamo sfiorato il pari. A mio avviso la partita è stata soddisfacente, meglio di tante altre”.

Sabato c’è il Grosseto, è un derby, quale sarà la chiave per vincere?

“E’ proprio il fatto che si tratta di un derby che ci deve dare la forza e la voglia di ottenere un risultato importante. Poi siamo in casa, vanno per forza conquistati i tre punti, anche perchè al Franchi abbiamo già concesso parecchio. Ma la squadra c’è, sta dando tutto quello che può dare, dobbiamo solo essere più cattivi e cinici negli ultimi 16 metri”.

Eri nello staff di mister Gilardino e adesso sei in quello di mister Maddaloni, quali sono le differenze?

“Maddaloni ha molta più esperienza, ha fatto calcio con un grandissimo allenatore che è Marcello Lippi, perciò ne ha viste tante. Gli allenamenti sono diversi, con Gilardino si facevano certe cose, con lui altre. Ogni allenatore vede a modo suo il calcio ed è chiaro che con Maddaloni qualcosa sia cambiato. Ma l’obiettivo è lo stesso, portare in alto il club”.

Da bandiera del club, cosa ti senti di dire ai tifosi per le prospettive di questa stagione?

“Ai tifosi dico di starci vicino, ma non è una frase fatta. Stiamo lavorando con professionalità e con amore per potare sempre più in alto il Siena. Vogliamo scrivere la storia, vogliamo che ci si ricordi di noi per le cose positive e per l’attaccamento al club. Dico anche che devono avere pazienza, perchè siamo partiti con la Serie D e poi siamo stati abbastanza velocemente catapultati in C. Abbiamo cambiato molti giocatori e siamo andati in campo poco tempo dopo il ripescaggio. Ora è cambiato anche l’allenatore e ha dovuto fare di fratta per far capire a tutti le sue idee, ma piano piano poterà a casa dei risultati. Il campionato è lungo e sono certo che ci saranno delle sorprese positive”.

Come ti trovi a Siena?

“Mi trovo benissimo, sognavo di poter tornare, ormai questa è casa mia. Sabato tra l’altro ci sarà una bellissima iniziativa da parte di un gruppo di amici laziali, che hanno fondato il Siena Club Lazio – Amici di Poalo Negro. Ci sarà uno stemma del Siena e qualche richiamo della Lazio. Sono le due squadre del mio cuore, il fatto che questi miei amici della Lazio vogliano unirsi con il Siena mi rende davvero orgoglioso. Lo striscione è pronto ed è bellissimo, speriamo che si possa far vedere”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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