“I braccialetti salutano i visitatori di Siena e li stimolano a sapere, a chiedere, a capire. I siti ed i social facciano conoscere la mostra e il libro!”

Nel museo della Contrada della Torre, fino al 17 febbraio, è aperta la mostra “Siena accesa di luci risplende”, con l’esposizione dei braccialetti, tra i quali anche alcuni storici, delle Contrade.

La Gazzetta ha chiesto un parere a Mario Ascheri, docente di Storia del diritto medievale e moderno, Mangia d’Oro e contradaiolo della Contrada Capitana dell’Onda.

Non sarà più il tempo dei vistosi libri strenna di un tempo, ma “Siena sa sempre distinguersi”, ha detto Ascheri, che ha sottolineato come “le difficoltà recenti, non solo pandemiche, hanno comunque lasciato ancora una volta spazio alla creatività senese e alla autocoscienza della città“.

Con la sponsorizzazione delle istituzioni competenti e la collaborazione entusiasta di tutte le contrade, la Torre ha potuto realizzare l’idea di suoi due esponenti noti per la vivacità culturale (Laura Brocchi e Luca Bonomi).

“Il catalogo che accompagna la mostra, curato anch’esso da Brocchi e Bonomi, non è solo illustrativo delle opere esposte, amorevolmente presentate da esperti di ogni contrada. Il volume ha anche una ampia introduzione che inserisce i braccialetti in un percorso di ricerca (Brocchi-Bonomi), che li definisce storicamente nella loro fenomenologia dopo torciere e doppieri (Patrizia Turrini), mettendo poi a fuoco la loro continua e rassicurante ‘testimonianza silenziosa’ della vita di contrada dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri a cura di C. Centerrino, M. Conte, E. Perini e F. Cintolesi. Loro ritornano nella parte finale del volume sull’arte di intagliare il legno nelle contrade, accanto alle pagine più specificamente dedicate (come è comprensibile) ai braccialetti della Torre. In esse Maria Vittoria Ciampoli rende conto della interessante documentazione conservata nell’archivio di contrada, Massimo Brutti ricorda feste e illuminazioni della tradizione torraiola e Anna Maria Guiducci illustra i braccialetti settecenteschi oggi esposti dopo la ricostruzione delle parti mancanti”, analizza Ascheri.

Il volume è arricchito di tre dettagli. Il Comune, presente con un saluto non formale del Sindaco Nicoletta Fabio, apre la mostra con un suo delizioso portatorcia antico (circa 1600) in bronzo concesso per questa occasione, cui si sono aggiunti due privati con loro testimonianze.

Paolo Piochi ha prestato la sua collezione di braccialetti in miniatura (10 cm. di sporgenza) intagliati da Cesare Cappannelli, mentre Mauro Panfili ha fornito un suo piccolo braccialetto probabilmente degli anni Settanta del Novecento.

“Questi semplici richiami fanno capire la complessità dell’operazione compiuta dai due curatori. Non è solo amore per il Palio, per la propria Contrada e per Siena. Qui una esperienza ormai consolidata, animata da questi sentimenti, ha acceso l’intuizione e ha guidato la realizzazione. I braccialetti salutano, accesi o meno, i visitatori di Siena e li stimolano a sapere, a chiedere, a capire. Questo libro sarebbe bene che circolasse non solo all’interno della cerchia dei contradaioli, anche perché ha dato e riflessioni utili per la storia più complessiva di Siena. Per tutto questo, consentite un augurio: che i siti e i social facciano conoscere la mostra e il libro! Gli auguri si facciano acquistando un bel libro: tra i tanti (fortunatamente) possibili, proporrei questo“, conclude il Mangia d’Oro 2003.

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