“Siena è profondamente legata al Conservatorio. Questo sfratto è molto grave perché arriva da chi dovrebbe difendere il patrimonio culturale della città”

Nell’ultimo Consiglio Comunale, su diretta indicazione del Sindaco De Mossi, è stata votata una delibera atta ad intimare la revoca, allo storico Istituto Superiore di Studi Musicali ‘Rinaldo Franci’, del comodato d’uso gratuito dei due locali siti in Prato di Sant’Agostino. Siena in Azione ha espresso la preoccupazione attraverso le parole del suo referente per la provincia, Davide Vivaldi.

“A seguito della nomina di Anna Carli a presidente dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci – afferma Vivaldi -, insieme alla statizzazione dello stesso, il sindaco De Mossi ha scelto, in consiglio comunale, di togliere due aule, attualmente in comodato d’uso, all’Istituto Musicale. La struttura, stando a quanto dichiarato dal primo cittadino, dovrebbe essere destinata ad ‘uso scolastico‘ (aule di servizio per il Piccolomini, che comunque già dispone dei siti necessari), come se attualmente il Franci non svolgesse già un ruolo di primo piano nelle eccellenze formative della Città”.

“La terza istituzione universitaria senese – aggiunge il referente di Azione – vede messa in discussione la propria presenza sul territorio a causa di una sterile ripicca a seguito di una nomina ministeriale per Anna Carli. La decisione, che si commenta da sola, mina profondamente l’assetto istituzionale della Città dell’Accademia Chigiana, profondamente legata alla cultura musicale e al Conservatorio. È questa una decisione gravissima, provenendo da chi dovrebbe invece occuparsi di sviluppare e proteggere le ricchezze culturali senesi. Ancora una volta la Giunta non comprende né considera la portata culturale di una città come Siena, trascurandone i valori e, oltretutto, prendendo decisioni faziose in spregio agli oltre duecento studenti, trentaquattro docenti e di tutto il personale dell’Istituto Rinaldo Franci che, con questa delibera, può compromettere l’accesso a importantissimi fondi statali”.

“La decisione presa dal Consiglio Comunale – continua Vivaldi -, tra gli altri effetti indesiderati, porterà infatti alla perdita della statizzazione dell’Istituto e quindi del finanziamento di oltre 1 milione di euro, facendo tornare alle casse del Comune l’onere delle spese di gestione. Una conseguenza catastrofica per il futuro del Franci, che impatta direttamente sulle casse del Comune e dei Cittadini. Una scelta dannosa per tutta la Città, dettata solo dalla pura vendicatività partitica della Giunta in carica.”

“Minare in questo modo le istituzioni culturali è inaccettabile – continua il referente di Azione -, come lo è l’indifferenza sulla distruzione dei valori in base a logiche di pura appartenenza politica: ciò in concreto indebolisce le prospettive di centinaia di giovani studenti, che già in Italia vedono puntualmente mortificati i propri sforzi e le proprie ambizioni. In questa Città, dalla profonda e straordinaria tradizione musicale, i giovani studenti dovrebbero invece trovare uno spiraglio e non certo un deprimente svilimento”.

Una guerra assurda – conclude Vivaldi -, quella iniziata da De Mossi contro l’Istituto Franci e lo Stato, quest’ultimo evidentemente ‘colpevole’ di aver agito secondo logiche meritocratiche e di non aver negoziato con il primo cittadino la scelta del nuovo Dirigente. Tutto ciò, nella sostanza e nel metodo, vede le netta opposizione da parte di Azione: noi ci schieriamo senz’altro in difesa dell’istituto e delle persone che in esso producono cultura e valore reale per il Territorio“.

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