Scritta una pagina di storia della città: creato il Cardinale Augusto Paolo Lojudice. Martedì Solennità di Sant’Ansano in diretta su Gazzetta di Siena

Con una cerimonia che lui stesso ha definito “emozionante” il Concistoro ha creato ieri a Roma tredici nuovi Cardinali. Fra questi c’è anche l’Arcivescovo di Siena, Montalcino e Colle val d’Elsa: Augusto Paolo Lojudice, che ha ricevuto ieri da Papa Francesco  la berretta, l’anello e il titolo della chiesa di Roma con cui vengono incardinati nell’Urbe.

La città ha omaggiato ieri il suo nuovo Cardinale con i suoni di Sunto, delle campane e delle campanini delle diciassette Contrade in un’atmosfera suggestiva in città. Augusto Paolo Lojudice ha rilasciato alcune dichiarazioni alla fine della cerimonia.

Questa mattina dalle ore 10 Papa Francesco celebrerà una Messa alla presenza dei nuovi Cardinali, che ieri hanno ricevuto anche la benedizione di Papa Benedetto XVI. “Il Santo Padre e gli 11 nuovi cardinali presenti a Roma si sono recati in visita al Papa emerito, Benedetto XVI, nella cappella del monastero Mater Ecclesiae“. E’ quanto si legge nel comunicato divulgato dalla Sala Stampa vaticana. “In un clima di affetto – riporta ancora la nota – i cardinali sono stati presentati individualmente al Papa emerito che ha espresso la propria gioia per la visita e, dopo il canto del Salve Regina, ha impartito loro la benedizione”.

La prima “uscita” del Cardinale sarà il 1 dicembre. Martedì 1 dicembre alle ore 17,30, Solennità di Sant’Ansano martire, Patrono principale dell’Arcidiocesi, nella chiesa Cattedrale di Siena ci sarà infatti la celebrazione eucaristica presieduta da Sua Eminenza l’Arcivescovo Metropolita Augusto Paolo Lojudice creato Cardinale del Titolo Presbiterale di Santa Maria del Buon Consiglio. La celebrazione sarà trasmessa in diretta televisiva a partire dalle 16,55 su Canale3 Toscana e su SienaTV, in streaming su Rete IVO e Gazzetta di Siena, in radiofonia sull’emittente diocesana MiaRadio.

Giunto a Siena il 16 giugno del 2019, Augusto Paolo Lojudice è stato capace di entrare subito in empatia con la città e il territorio della Diocesi, affrontando anche un periodo complicato come quello della pandemia. Non ha nascosto la sua “sorpresa” per questa nomina, anche se poi, proprio a Gazzetta di Siena, ha detto “in realtà un indizio il Papa me lo aveva dato“. Sarà il decimo Cardinale della Chiesa di Siena.

In queste settimane l’Arcivescovo di Siena ha ricevuto gli omaggi della città, a partire da quello del sindaco di Siena Luigi De Mossi.

Questo l’annuncio dello scorso ottobre di Papa Francesco.

Questo il video di ieri pomeriggio con la creazione del Cardinale Augusto Paolo Lojudice.

Il Papa ha nominato tredici nuovi ‘principi’ della Chiesa tra questi anche l’Arcivescovo di Siena- Colle Val D’Elsa- Montalcino.


Il Pontefice nel suo discorso ha chiesto di fare “attenzione a non andare fuori dalla strada del Signore, invitando i nuovi cardinali a seguire sempre gli “interessi di Cristo” e mai quelli personali. Bergoglio, nell’omelia, ha messo al bando l’autoreferenzialità e ricorda che il rosso porpora del cardinale è il “colore del sangue” e non può essere sporcato con la “mondanità”.

“La strada è l’ambiente in cui si svolge la scena descritta dall’evangelista Marco. Ed è l’ambiente in cui sempre si svolge il cammino della Chiesa: la strada della vita, della storia, – dice Francesco – che è storia di salvezza nella misura in cui è fatta con Cristo, orientata al suo Mistero pasquale. Gerusalemme è sempre davanti a noi. La Croce e la Risurrezione appartengono alla nostra storia, sono il nostro oggi, ma sono sempre anche la meta del nostro cammino”.


Papa Bergoglio ha indicato il percorso da seguire alle nuove berrette rosse per non andare fuori strada: “Noi oggi siamo in cammino insieme con Gesù, che procede sulla strada davanti a noi. Lui è la forza e il senso della nostra vita e del nostro ministero. Dunque, cari Fratelli, oggi tocca a noi misurarci con questa Parola. Gesù non abbandona mai i suoi amici; non li trascura mai. Anche quando sembra che vada dritto per la sua strada, Lui sempre lo fa per noi. Tutto quello che fa, lo fa per noi, per la nostra salvezza. E, nel caso specifico dei Dodici, lo fa per prepararli alla prova, perché possano essere con Lui, adesso, e soprattutto dopo, quando Lui non sarà più in mezzo a loro. Perché siano sempre con Lui sulla sua strada. Sapendo che il cuore dei discepoli è turbato, Gesù chiama i Dodici in disparte e, ‘di nuovo’, dice loro ‘quello che stava per accadergli’. E’ il terzo annuncio della sua passione, morte e risurrezione. Questa è la strada del Figlio di Dio. La strada del Servo del Signore. Gesù si identifica con questa strada, al punto che Lui stesso è questa strada. ‘Io sono la via’. Questa via, non un’altra”.

“A questo punto – ha detto Francesco – succede il ‘colpo di scena’, che smuove la situazione e consentirà a Gesù di rivelare a Giacomo e Giovanni – ma in realtà a tutti gli Apostoli – il destino che li attende. Immaginiamo la scena: Gesù, dopo aver nuovamente spiegato ciò che gli deve accadere a Gerusalemme, guarda bene in faccia i Dodici, li fissa negli occhi, come a dire: ‘E chiaro?’. Poi riprende il cammino, in testa al gruppo. E dal gruppo si staccano due, Giacomo e Giovanni. Si avvicinano a Gesù e gli esprimono il loro desiderio: ‘Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”.


Il passo del Vangelo serve a Bergoglio per avvertire i neo porporati a non andare fuori strada: “Questa è un’altra strada. Non è la strada di Gesù, è un’altra. E la strada di chi, magari senza nemmeno rendersene conto, ‘usa’ il Signore per promuovere se stesso; di chi – come dice San Paolo – cerca i propri interessi e non quelli di Cristo. Gesù, dopo aver ascoltato Giacomo e Giovanni, non si altera, non si arrabbia. La sua pazienza è davvero infinita. E risponde: ‘Voi non sapete quello che chiedete’. Li scusa, in un certo senso, ma contemporaneamente li accusa: ‘Voi non vi rendete conto che siete fuori strada'”. La morale. “Cari Fratelli, – ha detto il Papa – tutti noi vogliamo bene a Gesù, tutti vogliamo seguirlo, ma dobbiamo essere sempre vigilanti per rimanere sulla sua strada. Perché con i piedi, con il corpo possiamo essere con Lui, ma il nostro cuore può essere lontano, e portarci fuori strada. Così, ad esempio, il rosso porpora dell’abito cardinalizio, che è il colore del sangue, può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione. In questo racconto evangelico, ciò che sempre colpisce è il netto contrasto tra Gesù e i discepoli. Gesù lo sa, lo conosce, e lo sopporta. Ma il contrasto rimane: Lui sulla strada, loro fuori strada. Due percorsi inconciliabili”.

“Solo il Signore, in realtà, – avverte Bergoglio- può salvare i suoi amici sbandati e a rischio di perdersi, solo la sua Croce e la sua Risurrezione. Per loro, oltre che per tutti, Lui sale a Gerusalemme. Per loro, e per tutti, spezzerà il suo corpo e verserà il suo sangue. Per loro, e per tutti, risorgerà dai morti, e col dono dello Spirito li perdonerà e li trasformerà. Li metterà finalmente in cammino sulla sua strada”. E anche se “i Dodici vi fanno una brutta figura, questo testo è entrato nel Canone perché mostra la verità su Gesù e su di noi. E una Parola salutare anche per noi oggi. Anche noi, Papa e Cardinali, – ha avvertito Francesco – dobbiamo sempre rispecchiarci in questa Parola di verità. E una spada affilata, ci taglia, è dolorosa, ma nello stesso tempo ci guarisce, ci libera, ci converte. Conversione è proprio questo: da fuori strada, andare sulla strada di Dio”.

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