Serena Passeri lascia il lavoro per Cammini Consapevoli

“I Cammini sono la mia grande passione – racconta al sito Capoluogo d’Abruzzo Serena Passeri, senese di 55 anni, fino a qualche tempo fa dipendente amministrativa della Asl all’ospedale di Siena. – Fin da bambina amavo stare fuori, immergermi nella natura mi faceva sentire bene. Purtroppo, come spesso accade, la vita ti porta a prendere strade che non sceglieresti, nel mio caso ho svolto il lavoro di amministrativa per la Asl per ben 35 anni. Ero consapevole, però, che non fosse quello il mio lavoro: non era il mio progetto, come frequentemente mi capita di spiegare. Per molti avere un lavoro come il mio vuol dire essere fortunati, ma non per me. Restare giornate intere chiusa in ufficio per me rappresentava una costrizioneÈ stato il Covid19 a farmi rivalutare la cose. Dal lockdown, quando sono arrivata addirittura a creare un mio cammino attraverso il bosco per arrivare da casa all’ospedale, al corso di guida ambientale. I cambiamenti sono stati naturali e hanno messo ordine nella mia testa: un Cammino dopo l’altro ho capito che quella era la strada. L’unica strada possibile“.

Così, rassegnate le dimissioni dal suo posto di lavoro sicuro, Serena prima diventa guida ambientale poi si dà obiettivi sempre più ambiziosi, camminando.

Dal 2020, ha già affrontato diversi Cammini. Ha iniziato con il Cammino dei Briganti, assieme ad un gruppo trekking di Firenze, poi la Via Francigena, svolta a tappe. “Mi mettevo in marcia non appena avevo qualche giorno le ferie”, racconta. Nel 2022 l’esperienza totalizzante del Cammino di Santiago, poi, ancora, la Via Tiberina, fino ad Assisi, con il Cammino di Francesco. “In questo caso, però, ho deciso di fare una variazione, passando dalle Marche e incrociando, a Polverina, il Cammino delle Terre mutate, che attraversa i paesi colpiti dal sisma. Da Norcia, poi, ho fatto il Cammino di San Benedetto, arrivando a Poggio Bustone“. Proprio da Poggio Bustone è iniziato il Cammino che vede, ora, impegnata Serena, “Con le ali ai piedi”, destinazione Monte Sant’Angelo, in Puglia.

Nei suoi Cammini Serena parte intorno alle 7,30 del mattino e va avanti per l’intera giornata. Quando la giornata sta finendo cerca un alloggio là dove si trova. Ed è stata questa la sua maggiore difficoltà: “Non si trovano strutture come esistono lungo il Cammino di Santiago – spiega – e servirebbe una maggiore sensibilizzazione verso questo tipo di turismo, che si può fare 12 mesi all’anno se venisse creata una rete di accoglienza e servizi”. Un po’ quello che manca anche alla Francigena.

Del suo cammino Serena tiene un diario sui social sia su Facebook con il profilo “Serena Cammini Consapevoli” che su Telegram “Emozione sui cammini”. Il suo obiettivo? “Riuscire a trasmettere a tante altre persone, in primis ai giovani, la mia passione”.

Susanna Guarino
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

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