Si conclude il Festival della Salute: “Arrivederci all’anno prossimo. Un grande Festival”

“Arrivederci all’anno prossimo, Siena”. Il Festival della Salute 2020 si conclude così, dopo quattro giorni in cui si sono alternati centocinquanta relatori e sono state trattate tematiche di ogni genere in campo sanitario, sullo sfondo del momento pandemico.

E si chiude anche in famiglia. La conduttrice Virginia Masoni presenta gli ultimi ospiti come padre e madrina del Festival, rispettivamente Paolo Amabile della Good Event di Bologna, ideatore nel 2008 della manifestazione e Francesca Appolloni, assessore alla Sanita del Comune di Siena.

Che l’appuntamento vada ripetuto, qui e fra un anno, lo formalizza Francesca Appolloni quando ricorda che il sindaco di Siena Luigi De Mossi l’ha detto fin dall’evento inaugurale: “Qui siete a casa vostra” e quindi c’è da presupporre che l’organizzatore del Festival – Mario Di Luca dell’Associazione Eventi Diversi – si metterà presto a programmare l’edizione 2021 (la numero 14) che, forse, sarà finalmente organizzata anche in presenza con i tradizionali duecento eventi in quattro giorni, anche contemporanei, nei plessi di maggior tradizione e cultura della città. Già in precedenza il Comune aveva offerto i propri teatri (Rinnovati e Rozzi) e l’Università degli Studi la sua facoltà più moderna.

Per l’assessore Appolloni il Festival della Salute non è più un oggetto misterioso: “Ora si tratta di mettere insieme le idee. Il Festival ci ha dato un sacco di informazioni e tante certezze sulle eccellenze che operano in città in campo sanitario. Avevamo manifestato fiducia agli organizzatori e con loro eravamo al lavoro all’allestimento da un anno, poi sono entrate tutte le limitazioni ed è divenuto solo televisivo, ma è stato grazie anche alla nostra resilienza che comporta la nostra capacità di adattarci agli eventi”.

Per Appolloni il Festival è stato “la ripresa di un sogno collettivo che la città ha iniziato a fare con Achille Sclavo che produsse assieme a Sabin il vaccino della Polio. Il Comune è pronto a esercitare ancor più il suo ruolo di faro e di collante nell’interesse e nell’orgoglio dei cittadini. Mi auguro che questa manifestazione che ha dato risalto e ragione alle professionalità senesi possa crescere assieme a noi in un prossimo futuro”.

Per Paolo Amabile è invece giunto il momento di ringraziare. “Da non senese – ha detto -, mi è sembrato giusto sintetizzare l’edizione ‘A Siena, Da Siena’, perché quello che la città riceve e solo un minimo di quello che è invece in grado di fare. Il mio pensiero non va solo al professor Rappuoli, che ci ha onorato di rappresentarci su una tv nazionale, ma all’immensità di personaggi che abbiamo conosciuto e che lavorano alla grandezza dell’indotto senza ricevere altrettanta fama. Un grazie ai relatori per le testimonianze che ci hanno portato, un grazie alle Istituzioni, un grazie alle associazioni di Volontariato, un grazie a chi ha permesso la messa in onda della trasmissione. Insomma un grazie a tutti per non far torto a nessuno. Chiudo, consapevole che Il Festival non ha potuto affrontare tutte le tematiche e con l’amarezza di non esser riuscito a coinvolgere in presenza le scuole. Ma è una cosa rimandata al VentiVentuno. Arrivederci a Siena, arrivederci da Siena, arrivederci per Siena”.

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