Quel che rimane dell'edicola in via Leonardo da Vinci, a Chiusi (foto di Prima Pagina Chiusi)

Ne rimangono solo tre nel territorio chiusino. La cessazione dell’attività è simbolo dei tempi che corrono: dieci anni fa, a livello nazionale, la carta stampata vendeva 4 milioni di copie al giorno, nel 2023 non si arriva a un milione e mezzo

Altro giro, altra” …edicola chiusa. Esattamente dieci anni dopo l’ultima, che serviva la stragrande maggioranza di passeggeri, turisti e locali che transitavano per la stazione di Chiusi – Chianciano Terme. E’ il destino inesorabile della carta stampata, sempre più consacrato alla definitiva sparizione dalle abitudini della gente a favore dell’online, dell’immediata sete di notizie e del libro digitale, a cui – volenti o nolenti – anche i “commercianti della parola scritta” devono sopperire. A portare alla luce l’ultima chiusura è stata PrimaPaginaChiusi, noto periodico indipendente del sud senese sempre particolarmente vicino alle questioni sociali e politiche della cittadina che fu del re Porsenna: dal 31 dicembre 2023, infatti, l’edicola “Il Quotidiano” di Daniele Di Mevo ha chiuso le serrande. Con tutto ciò che ne concerne, visto che dalla sua apertura era stata sempre un “punto di riferimento, un presidio di informazione, di cittadinanza attiva, di democrazia”, ha scritto il direttore Marco Lorenzoni.

La cessazione dell’attività non è stata però del tutto dettata soltanto dalle cause di cui sopra, quanto anche dalla meritata pensione che il titolare ha maturato negli anni occorsi dietro al bancone. Di certo, però, le difficoltà note nel settore hanno contribuito a far prendere a Di Mevo una decisione cruciale per l’esercizio commerciale, in cui evidentemente il gioco non valeva più la candela. “L’edicola di via Leonardo da Vinci a Chiusi Scalo esisteva dal dopoguerra (forse anche prima)” – racconta PrimaPaginaChiusi – “da chiosco è diventata un ‘negozietto’, ha accompagnato la vita politica, sociale, civile della città. Ha cambiato molte gestioni, ma è rimasta lì a presidiare quell’incrocio e a dispensare parole scritte e pensieri… a vendere “La Settimana enigmistica” agli anziani; i pupazzetti e le figurine ai nonni per i nipoti; le riviste specializzate ai fanatici di moto, orologi, pistole, viaggi esotici; fumetti di Tex e Topolino o Dylan Dog e i dischi revival agli appassionati dei vari generi. Ha venduto migliaia di copie di Primapagina – conclude -, e prima ancora de l’Agorà, quando il gestore era Antonello Del Buono, che faceva anche il tipografo, di quelli all’antica, e quasi godeva nel vendere produzioni artigianali realizzate in loco”.

In realtà, l’edicola di Via Leonardo da Vinci potrebbe anche riaprire presto: sulle vetrine, infatti, è stato attaccato il cartello “Vendesi Licenza di Edicola”. Visti i tempi che corrono, però, sembrerebbe piuttosto difficile che qualcuno possa aver voglia di mettersi sulle spalle un’attività dal difficile futuro. Per dare un’idea, a livello nazionale, nei primi sei mesi del 2023 vi era una media di 1,49 milioni di copie vendute al giorno. Nel 2022 erano 1,60 milioni, nel 2021 1,74 milioni. Dieci anni fa, nel 2013, se ne vendevano quattro volte tanto (dati ADS – Accertamenti Diffusione Stampa). Sempre un decennio fa, soltanto nel comune di Chiusi vi erano 8 edicole: oggi, complice la chiusura de “Il Quotidiano”, ne sono rimaste 3. E’ il simbolo dei tempi che corrono. Tempi che, per l’editoria, diventano sempre più critici.

1 commento

  1. Si rifanno al nome del paese, Chiusi (SI) per questo chiudono? con le teste dei politici chiusini e regionali,il risultato è questo,io grazie a loro ho dovuto chiudere la mia attività situata interno stazione RFI di Chiusi scalo nel duemila sedici, facendomi perdere qualcosa come 1.300.000,00 euro ma per la giustizia italiana è tutto normale.

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