Il circolo Sena Civitas solleva qualche dubbio sulla sincerità della smentita fatta dal sindaco di Siena: “Abbiamo capito da tempo che le parole della politica raramente sono casuali

Continuano a far discutere le dichiarazioni del sindaco di Firenze Dario Nardella su Toscana Life Sciences, che hanno provocato reazioni sia delle forze politiche che delle istituzioni senesi. Sull’argomento interviene anche il Circolo Sena Civitas, che però solleva qualche dubbio sulla sincerità della smentita fatta dal sindaco De Mossi. Ecco la nota

“Il botta e risposta tra Nardella Sindaco di Firenze e De Mossi, Sindaco di Siena, non ci convince. 

Abbiamo capito da tempo che le parole della politica raramente sono casuali. L’uscita improvvisa del Sindaco di Firenze sullo spostamento di Toscana Life Science da Siena a Firenze e la quasi immediata smentita del Sindaco De Mossi sembrano aver chiuso velocemente una questione che in prima battuta aveva sollevato preoccupazioni, più che fondate, in molti ambienti della città.

Non poteva infatti passare inosservata l’ennesima minaccia al già impoverito e indebolito tessuto economico senese, su cui pesa come un macigno la sorte forse già segnata del Monte dei Paschi.

TLS è un fiore all’occhiello di Siena che riguarda il distretto delle “Scienze della vita”, un distretto che insieme all’Università degli Studi e all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese, attrae e sviluppa sinergie anche con altre aziende come GSK.

Il Circolo Sena Civita esprime il suo forte disappunto per la proposta di Nardella e si trova in netto disaccordo con il Sindaco di Firenze. Bene quindi la smentita del Sindaco di Siena, ma ci permettiamo di non abbassare ancora la guardia.

Come si vuole risolvere la questione della locazione in scadenza della sede di TLS? Che cosa voleva davvero dire Nardella che, a detta del Sindaco De Mossi, è stato solo “frainteso”? Cosa si cela dietro alle “collaborazioni” con altre realtà, a cui allude De Mossi?

Non vorremmo infatti che alla fine si salvi solo una sede sociale, ma che le attività (e i posti di lavoro) migrino altrove…”

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