Intervento di Daniele Pini, componente del Direttivo del Circolo Sena Civitas

I fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) stanno iniziando ad arrivare dall’Europa e con essi la necessità di progetti da attuare in tempi definiti e riforme strutturali per cambiare e innovare il Paese.

Comincia così l’ntervento di Daniele Pini, componente del Direttivo del Circolo Sena Civitas.

Una grande sfida che può far rinascere l’economia e l’occupazione. Già  271 progetti concernenti la riqualificazione urbana di regioni, città metropolitane, di comuni capoluoghi di provincia, ecc. sono stati approvati.

Le finalità del finanziamento sono quelle ritenute necessarie per riqualificare e incrementare il patrimonio residenziale sociale, rigenerare il tessuto socio-economico, incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini. Cioè aspetti essenziali per non dire vitali delle città.

La settimana scorsa è stata pubblicata la graduatoria degli enti finanziati e stupisce che Siena non abbia progetti approvati!
Cosa che significa? Milioni di euro e posti di lavoro persi. Sembra addirittura che l’Amministrazione Comunale non abbia presentato alcun progetto! 

Fosse vero sarebbe una mancanza politicamente grave. A noi sembra però impossibile che l’Amministrazione che si occupa dello sfratto all’Istituto Franci, oppure di rifare lo Statuto del Siena Jazz o, addirittura, crea una agenzia per il Welfare, ambito più che coperto, non abbia preso in considerazione la qualità della vita dei cittadini, sia nelle periferie, con particolare riferimento alla zona di S.Miniato dove l’incuria dell’Amministrazione è piu’ evidente, o a Isola d’Arbia. Ma anche del centro storico, dove hanno sede edifici comunali che avrebbero potuto essere riqualificati. Un grande progetto che poteva ridare vita ai “dormitori” e lavoro ad aziende in difficoltà.
Altra occasione persa! Poi diviene chiaro perché il Comune di Siena non ha capacità di investimento e risulta nella bassa classifica dei capoluoghi italiani.

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