Aveva lavorato al restauro dell’antica sede della Corale Bellini, luogo simbolo per i colligiani

L’architetto, artista ed insegnante è scomparso a 75 anni.

Alberto Garutti, artista di fama nazionale, ha incentrato il suo lavoro a Colle Val d’Elsa.

“Nel rapporto che c’è e chi si può creare tra arte ed architettura, tra la singola opera d’arte e il contesto ambientale che la circonda – ha ricordato l’assessore Cristiano Bianchi – fu necessario per Garutti relazionarsi, ascoltare e trascorrere tempo con le persone di Colle. Solo dopo decise di intervenire nell’antica sede della Società Corale V. Bellini per riqualficarla”.

Un esempio di architettura organica, gentile e rispettosa del contesto in cui si trova.

“Il ruolo dell’artista per Garutti non è proprio quello di creatore bensì di interprete – continua Bianchi – mediatore di contesti, pensieri e sensazioni collettive: il fulcro di tutto il suo intervento è la cittadinanza, sono i colligiani, le persone del posto in cui lui, forestiero, va ad inserirsi. Il suo dono alla città diventa per lui lavoro interpretativo e formativo, da cui nasce un piacevole scambio di dare e avere”.

La sua opera per l’edizione di Arte all’Arte del 2000 fu proprio l’intervento di restauro di uno degli edifici più antichi: la sede della corale Bellini, considerata uno tra i luoghi più importanti e simbolici per i colligiani.

“Dell’intervento di Garutti per Colle colpisce l’intelligenza e la generosità contenute nella sua decisione di far sì che l’opera d’arte divenisse semplicemente il restauro di un luogo così importante, quindi un dono alla città. Un’operazione concettuale che annulla l’espressione individuale dell’artista, mettendolo al servizio della comunità. Questa la sua idea di arte pubblica, il suo messaggio”.

Nato nel 1948 a Galbiate, non lontano da Lecco, lavorava a Milano, dedicando la sua ricerca all’arte pubblica, di cui era tra i maggiori riferimenti nella scena italiana.

Nella sua carriera ha preso parte a grandi manifestazioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1990, 2020, e 2014,la Biennale di Istanbul, e la Memory Marathon presso la Serprentine Gallery di Londra nel 2012.

L’artista ha svolto anche una incessante attività di docente: titolare della Cattedra di Pittura all’Accademia di Bologna e all’Accademia di Brera a Milano, ha insegnato anche presso lo IUAV di Venezia e al Politecnico di Milano.

Per la sua generosità artistica, il Comune di Colle Val d’Elsa lo ha ricordato ufficialmente, per il suo passaggio in terra colligiana.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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